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28 aprile, giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro: il monito di Sinistra Italiana

Il 28 aprile 2017 è la giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro. Ogni anno, sono oltre 313 milioni i lavoratori che hanno infortuni non mortali sul lavoro, ovvero  860.000 al giorno. Ogni singolo giorno, 6.400 persone muoiono per un incidente sul lavoro o per una malattia professionale, 2,3 milioni di morti l’anno. In Italia, precisamente, nell’ultimo anno sono 192 le persone che hanno perso la vita, il 33% in più rispetto al 2016. Numeri che fanno paura e che dimostrano chiaramente quanto, anche l’Italia, sia indietro in materia di sicurezza sul lavoro.


I dati

«Queste morti vengono definite “bianche” non potendo individuare direttamente un responsabile, ma sappiamo che le responsabilità esistono ed hanno un nome. I dati ci dicono che i malati per cause di lavoro e coloro che sono stati colpiti da patologie correlate sono aumentati. Dall’inizio dell’anno al 26 aprile 2017 ci sono stati 430 sul tragitto verso il lavoro, e ben 36 morti dette “verdi” perché afferenti il settore agricolo, tutti agricoltori schiacciati dal trattore ribaltatosi. Le morti di chi viaggia per andare al lavoro sono il 30%-40% delle denunce pervenute all’Inail, eppure non rientrano nella statistica citata sopra. La trasformazione del mondo del lavoro colpisce dunque pesantemente le categorie non riconosciute da questo istituto: nei fatti, tutti i lavoratori a partita IVA, artigiani, agenti di commercio e molti agricoltori schiacciati dal trattore non dipendenti, vigili del fuoco, soldati e lavoratori a nero non sono nemmeno considerati “morti sul lavoro”» scrive la segretaria di Sinistra Italiana (Salerno), Rosita Gigantino.


Responsabilità politiche

«La crisi della politica ha permesso che il mercato del lavoro senza regole, come una valanga di fango, travolgesse i lavoratori. Già nel 2006 – prosegue la Gigantino – a Montesano sulla Marcellana, il prezzo del profitto a tutti i costi è stato pagato con la vita di due operaie, Giovanna ed Annamaria, perite nel rogo di un materassificio abusivo, il Bimaltex, adibito in un sottoscala, nel quale lavoravano per 2 euro l’ora.

In questo contesto di crescente disagio, emerge la difficoltà in cui si trovano le lavoratrici del servizio di ristorazione e pulizie dell’Università degli Studi di Salerno. L’esternalizzazione del servizio ha peggiorato le loro condizioni salariali e di lavoro, spingendo la maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici a vivere sotto la soglia di povertà. La ditta GFM S.r.l. – Gioma Facility Management si è aggiudicata l’appalto del servizio al ribasso, riducendo, rispetto all’appalto precedente, l’orario di lavoro e lasciando inalterata l’estensione della superficie da pulire. Inoltre, i lavoratori hanno denunciato l’uso di DPI non a norma e la mancata formazione all’utilizzo, nonché la carenza di prodotti detergenti, del rifornimento di carta igienica per i sanitari, e delle buste per la raccolta differenziata.


Fonderia Pisano

«Infine, la Fonderia Pisano, nel quartiere Fratte a Salerno, ha lavorato per anni con il silenzio\assenso delle istituzioni superando i limiti previsti della legge e ignorando le condizioni primarie di sicurezza. Gli operai non intendono giustamente rinunciare al diritto al lavoro, e gli abitanti del quartiere hanno la necessità di tutelare la propria salute, ribellandosi all’inanità della politica che in questi anni ha prodotto una lacerazione profonda nella Città. Promuovere una presa di coscienza tra i cittadini, e la volontà politica di conciliare salute e lavoro, la tutela dell’ambiente con il diritto ad una vita dignitosa, sono i presupposti dell’agire comunitario dal quale ripartire per creare un collante tra il nostro partito e la comunità che vogliamo rappresentare. È una sfida grande, ma Sinistra Italiana la raccoglie, a partire dai nostri territori» conclude la segretaria di SI.

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