Salernitana, ora quindici finali per centrare la salvezza

“Oltre al novantesimo” urla la curva. E di certo la squadra non ha demeritato domenica, giocando alla pari e meritando qualcosa di più di un semplice punticino contro il Crotone delle meraviglie di Ivan Juric, secondo in graduatoria e lanciato verso la promozione in massima serie. Non era facile cancellare i fantasmi di Terni e l’oppressione di una classifica deficitaria: la Salernitana ci è riuscita in pieno. Merito di prestazioni all’altezza di molti singoli, della disposizione tattica pienamente convincente e di un tifo che, nonostante i dieci minuti di sciopero, è stato come sempre parte integrante della sfida terminando, per l’ennesima volta in stagione, sul podio settimanale dietro Bari e Cagliari, squadre che lottano per obiettivi ben più nobili della compagine avente il cavalluccio sul petto.

“Ripartire da qui” afferma Bernardini, il leader difensivo granata, ritornato ai suoi livelli dopo due prestazioni non all’altezza. La continuità di risultati è la panacea di tutti i mali. Trapani è l’ennesima prova del nove: la Salernitana non ha ancora trovato il successo in trasferta ed è impensabile poter sperare di salvarsi ottenendo risultati positivi solamente all’Arechi. Uscire dal “Provinciale” con una sconfitta potrebbe essere una “mazzata” psicologica notevole complicando non poco

Il calendario sorride. Ci sono quindici finali da giocare con il coltello tra i denti: tantissimi scontri diretti, molti di questi tra le mura amiche con l’Arechi che, pian piano sta diventando fortino inespugnabile soprattutto grazie alla spinta dei tifosi.  La Serie B è il patrimonio di una città che vive, mangia, parla, respira calcio e… Salernitana. Impossibile, quindi, sprecarlo nonostante una stagione non all’altezza delle aspettative.

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