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A San Severino è rivoluzione contro il piano urbanistico

MERCATO SAN SEVERINO. Tutti contro il Puc a Mercato San Severino, stando a quanto riporta il portale di informazione SalernoCronaca. Contro il Piano Urbanistico Comunale si sono scagliati tecnici, imprenditori e associazioni locali, che contestano il Puc elaborato dalla giunta guidata dal sindaco Giovanni Romano. Critici anche esponenti vicino alla maggioranza, che però non hanno il coraggio di esprimere pubblicamente il loro dissenso nei confronti del Piano Urbanistico Comunale. “Il Puc sta danneggiando il nostro territorio, soprattutto per quanto riguarda la cancellazione di numerosi terreni agricoli”.

A lanciare l’allarme è l’associazione “Amici della Terra” di Mercato San Severino, presieduta da Antonio Napoli, che su questo tema ha sempre tenuto alta la guardia per tentare di mettere un freno alla cementificazione selvaggia che rischierebbe di soffocare il patrimonio naturale del territorio. “Siamo molto preoccupati – sostiene con coro unanime il direttivo del sodalizione “Amici della Terra” – per come la giunta comunale guidata da Giovanni Romano sta gestendo il Puc. Ormai siamo quasi al sesto anno dalla sua adozione e gli unici obbiettivi raggiunti sono: aver bloccato un enorme quantità di terreni agricoli dove, in attesa degli interventi indicati nel Piano, si sta impedendo la coltivazione dei campi provocando un mancato sviluppo economico; aver svuotato le tasche dei piccoli proprietari terrieri, i quali, illudendosi di un possibile beneficio, hanno iniziato a pagare quanto dovuto fino all’esaurimento dei loro crediti”.

“L’esecutivo – continua il coro unanime del direttivo dell’associazione – non sta facendo nulla per sbloccare la situazione, creando solo danni ai proprietari terrieri. Continuando in questa gestione scellerata si potrebbe pensare anche di attivare meccanismi di recupero crediti attraverso azioni legali congiunte da far attuare a tutti coloro che sino a questo momento risultano essere danneggiati”. I membri di “Amici della Terra”, scendendo nel dettaglio del Puc hanno fornito anche alcuni dati definiti “allarmanti” in caso di attuazione del Piano. “Il PUC – spiega il direttivo del sodalizio – prevede una cementificazione tra i vari ambiti ARC; ATI; API e ATS con oltre un milione e mezzo di metri quadrati di terreni che verrebbero cancellati. Se a questi aggiungiamo le aree PIP e la piattaforma logistica di Corticelle siamo intorno ai 3,5 milioni di metri quadrati di terreni agricoli che dovrebbero essere cementificati. In pratica si assisterebbe alla quasi totale distruzione dei campi e delle aree verdi”. Di tutta questa cementificazione selvaggia, secondo i dati illustrati dai membri del sodalizio, meno del 10% sarà destinata alla realizzazione di civili abitazioni per un incremento di popolazione di circa 8000 unità su 22000 attualmente esistente. “Il nostro Comune – dichiara Napoli – ha impiegato quasi cento anni per raggiungere un simile incremento e adesso vorrebbe ulteriormente incrementare questo numero nel giro di pochi anni”.

Proprio lo scorso anno, Gerardo Fenza, candidato a sindaco per la lista “Madre Terra” aveva lanciando un altro allarme dove spiegava che il “Puc disegna una San Severino del futuro abnorme che cancella le aree verdi, stravolge i borghi antichi e il tessuto stesso del nostro territorio”. Anche in quel caso venne sottolineato un aumento demografico impossibile ed impensabile da sostenere, senza prevedere le necessarie infrastrutture che potessero contenerlo. Critici verso lo strumento urbanistico anche i tecnici e gli imprenditori edili, i quali sostengono che con questo nuovo Puc, per loro, il lavoro sarà decisamente ridimensionato.

(Fonte: salernocronaca)

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