Cronaca

Agropoli, Alfieri indagato per voto di scambio: tutti contro l’uomo della frittura di pesce

Franco Alfieri è indagato per presunto scambio di voto politico mafioso: le opposizioni chiedo le dimissioni dal suo incarico alla Regione e il ritiro della candidatura a Capaccio.

Tutti contro Franco Alfieri: chieste le dimissioni dagli incarichi e il ritiro della candidatura a Capaccio

Franco Alfieri è indagato per presunto scambio di voto politico mafioso dalla Dia. Questa mattina, come ormai risaputo, l’Antimafia ha fatto irruzione in casa sua, così com’è successo al sindaco di Agropoli, Adamo Coppola. 

Una situazione difficile per il capo della segreteria del Governatore Pd della Campania Vincenzo De Luca ed ex sindaco di Agropoli, proprio in prossimità delle prossime elezioni amministrative che lo vedono attualmente candidato come primo cittadino presso il Comune di Capaccio Paestum.

L’indagine è partita da alcune intercettazioni allegate  nelle carte depositate al Riesame. Intercettazioni che documentano presunti rapporti tra Alfieri e i Marotta.

Proprio a per lui, che lo stesso presidente della Campania lo aveva ribattezzato come l’uomo delle “fritture di pesce”, in molti hanno contestato questa situazione, a tal punto che in tanti avrebbero chiesto le sue dimissioni dalle cariche che ricopre alla Regione.

«Alfieri ritiri la sua candidatura a sindaco di Capaccio Paestum», dicono la deputata del Movimento 5 Stelle Anna Bilotti e il consigliere regionale campano del M5S Michele Cammarano. «L’uomo che De Luca ha invitato pubblicamente a emulare, l’esponente da Prima Repubblica che per il governatore rappresenta la macchina di voti perfetta, il politico che rastrella preferenze grazie quello che l’attuale presidente Regione Campania ha definito ‘il sistema delle fritture di pesce’ – spiegano Bilotti e Cammarano – si trova oggi al centro di un’indagine con sul capo l’accusa di voto di scambio politico-mafioso. Un’attività inquirente scaturita anche grazie all’opera di incessante denuncia dei nostri attivisti e del nostro portavoce al Consiglio comunale di Agropoli». Secondo gli esponenti pentastellati “di fronte a un’accusa di questo tenore ci chiediamo cosa aspetti il Pd, che oggi ha tra i suoi massimi esponenti al Sud il capolista alle europee ed ex numero uno dell’Antimafia Roberti, a chiedere ad Alfieri di ritirare ad horas la sua candidatura. Quella stessa candidatura – concludono – battezzata in pompa magna in una cerimonia evento alla presenza del figlio di papà Piero De Luca”.

«Siamo curiosi di sapere – dice Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e parlamentare di Fratelli d’Italia – cosa pensano dell’indagine sul consigliere politico del presidente della Regione Vincenzo De Luca, sia l’ex capo della Procura nazionale Antimafia, Franco Roberti, oggi candidato alle europee con lo stesso partito di Alfieri, che il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti. Sembra strano, soprattutto perché Roberti avrebbe dovuto supervisionare la legalità e trasparenza degli uomini di De Luca. Da un ex magistrato ci aspettiamo parole forti di condanna contro ogni pericoloso incrocio tra camorra e politica. Mentre nulla ci aspettiamo da De Luca che in passato ha esaltato il sistema delle fritture di pesce».

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