Agropoli, novità in una circolare del Ministero riguardo la gestione della Posidonia: buone nuove per i comuni del Cilento

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Spiaggiamento Posidonia, il Ministero dell'Ambiente illumina i comuni cilentani (in particolare quello di Agropoli) per quel che concerne la gestione

Il Movimento 5 Stelle di Agropoli, quello appartenente al comune che maggiormente negli anni ha risentito del problema correlato allo spiaggiamento della Posidonia, fa sapere quanto segue: «Ora le amministrazioni comunali non hanno più scuse, è arrivato il momento di agire con intelligenza, senza appellarsi all’emergenza. Il fenomeno della Posidonia si può gestire in maniera responsabile e ecosostenibile nel rispetto delle nostre spiagge e di tutti i cittadini».

La svolta nella gestione della Posidonia

Con una circolare, il Ministero dell’Ambiente, ha avuto modo di chiarire la modalità di gestione della Posidonia. Oltre alle già note modalità di gestione:

  • Mantenimento in loco delle banquettes
  • Spostamento degli accumuli
  • Interramento in sito
  • Trasferimento degli accumuli presso impianti di riciclaggio
  • Trasferimento in discarica degli accumuli

viene finalmente chiarito fin dove l’accumulo di questa pianta marina possa compromettere la normale fruibilità delle spiagge, nello specifico il concessionario/gestore (pubblico o privato) potrà scegliere anche la modalità di “re-immissione in ambiente marino” delle biomasse spiaggiate.

«Tale operazione si configura come un’operazione di smaltimento, prevista dalla normativa comunitaria, e inserita nell’ordinamento nazionale tra le operazioni di smaltimento e richiede una specifica autorizzazione con le relative prescrizioni. Più in particolare il d.lgs. 152/06 stabilisce che tale autorizzazione venga rilasciata dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare su proposta dell’autorità marittima nella zona di competenza (…). Va tuttavia evidenziato che tale operazione appare adeguata dal punto di vista ecologico in quanto ripristina il ciclo naturale delle biomasse vegetali laddove viene interrotto dall’uomo. Chiaramente la re–immissione in mare per essere resa ancor più ecocompatibile richiede che le banquettes siano preventivamente sottoposte ad un processo di vagliatura per rimuovere eventuali rifiuti presenti, ma anche la sabbia in esse contenuta», si evince dalla direttiva.

Il caso interessa ancor più da vicino il comune da Agropoli, da decenni ormai ostaggio dei cumuli di Posidonia sulla spiaggia della Marina, tanto da aver creato quella che in molti hanno ribattezzato la “montagna della vergogna”.

Dal Ministero dell’Ambiente, infatti, si chiarisce che tali accumuli possono essere usati – tramite previe autorizzazioni e verifiche – per il ripascimento delle spiagge stesse: «Praticamente il progetto che come meetup Cittadini Cinque Stelle Agropoli abbiamo già da anni promosso, ovvero quello del riutilizzo del materiale ammassato per ripristinare la spiaggia della Marina che negli ultimi anni è stata selvaggiamente deturpata – fanno sapere gli attivisti – Quindi con tutta probabilità non servirà nessun appalto da 2 milioni di euro per smaltire in discarica tutto quel materiale, basta procedere con le richieste di autorizzazioni alle autorità competenti, ripristinando anche in maniera definitiva una delle storiche spiagge simbolo della nostra Città».

Nello specifico, la circolare afferma: «In alcune situazioni lo spostamento temporaneo delle biomasse vegetali spiaggiate dalla battigia, ha comportato la formazione nel corso degli anni di ingenti accumuli di Posidonia e sabbia sui quali hanno agito nel tempo, fenomeni atmosferici che li hanno completamente trasformati. Tali accumuli, che non possono più essere rimovimentati per svolgere la loro naturale funzione di protezione dall’erosione, sono definiti “accumuli antropici”. Molto spesso i processi di alterazione della componente organica sono spinti al punto tale che la sostanza vegetale è completamente mineralizzata. Gli accumuli si presentano quindi come ammassi di materiale prevalentemente sabbioso, almeno negli strati inferiori, frammisto a materiale antropico e spesso le amministrazioni ne prevedono l’impiego ai fini del ripascimento degli arenili. La possibilità di utilizzare il citato materiale inerte andrebbe opportunamente analizzata caso per caso dalle competenti autorità locali valutandola ai sensi dell’art. 185 del d.lgs. 152/2006, in particolare verificando se sussistano le condizioni per l’esclusione del materiale sabbioso dalla disciplina dei rifiuti o se il suo utilizzo debba avvenire nell’ambito delle operazioni di recupero dei rifiuti urbani (…)».

«Per noi è già un primo importante risultato sulla questione Posidonia, tematica che da anni studiamo e cerchiamo di portare avanti – commentano i pentastellati agropolesi – Infatti, dopo il convegno organizzato a Settembre 2018 qui ad Agropoli, Posidonia, il respiro del Mediterraneo dove hanno partecipato esperti della tematica, senatori della Repubblica e Consiglieri regionali del M5S, la senatrice Virginia La Mura nel mese di Febbraio di quest’anno ha presentato un disegno di legge che cerca di risolvere in maniera definitiva alcune problematiche normative che riguardo la gestione di questi spiaggiamenti»

«In ogni caso – concludendo – già con questa Circolare chiarificatoria le amministrazioni comunali non hanno più scusanti e possono trovare la strada migliore per gestire al meglio questo fenomeno annuale, nel rispetto del nostro litorale e dell’ambiente, ma anche delle casse comunali».

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