CronacaPolitica

Agropoli, strada dedicata ad Angelo Vassallo: il primo cittadino chiarisce la sua posizione

Il sindaco di Agropoli prima si difende e parla del caso Vassallo in diretta Facebook

Agropoli, strada dedicata ad Angelo Vassallo: la replica del sindaco Coppola. Il primo cittadino, Adamo Coppola, risponde alle polemiche relative alla proposta di intitolare una strada al sindaco pescatore, Angelo Vassallo. Aveva destato grande stupore il discorso del sindaco durante un consiglio comunale in cui si discuteva in merito alla delibera per la strada intitolata a Vassallo, avanzata dal consigliere comunale di minoranza, Gisella Botticchio.

Il sindaco Coppola, nella sua consueta diretta social settimanale, è tornato sull’argomento e ha tentato di fare un passo indietro e chiarire quanto affermato pochi giorni fa.

Agropoli, strada dedicata ad Angelo Vassallo: la replica del sindaco Coppola

“Angelo Vassallo? Non era tutto rosa e fiori”: con questa parole io sindaco di Agropoli, Adamo Coppola, durante il consiglio comunale in risposta ad un’interrogazione del consigliere comunale Gisella Botticchio, che chiedeva di intitolare una strada al sindaco pescatore, aveva espresso la sua ferma opposizione alla proposta. Oggi, il primo cittadino torna sull’argommento, durante la consueta diretta social settimanale.

La questione CoriSa4

“Forse la parola sbagliata non era riferita alla discussione su Angelo Vassallo ma sul Corisa4”, afferma Coppola, in riferimento al consorzio per lo smaltimento dei rifiuti “Probabilmente ho toccato un nervo scoperto per qualcuno, sarà questo che ha innervosito tanta gente – continua il sindaco – Forse volevano utilizzare Vassallo per non parlare di questo argomento?”. Coppola aveva definito Corisa4 “il più grande carrozzone politico ed economico della provincia di Salerno”.

Fraintendimento

Solo un fraintendimento, dunque, secondo il sindaco di Agropoli, un travisamento delle sue parole finalizzato ad imbastire una speculazione politica, facendo leva sul sentimento nei confronti di un “martire della buona politica”.

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