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Alcatel Battipaglia, parte la smobilitazione. Restano solo in 24

BATTIPAGLIA. Via libera alla completa smobilitazione di ciò che rimane dell’Alcatel Lucent a Battipaglia. Nei prossimi giorni sarà firmato un nuovo accordo di cessione di ramo d’azienda – il terzo negli ultimi cinque anni – che lascerà in seno allo stabilimento battipagliese appena 24 unità. In occasione dell’ultimo incontro dell’Alcatel al Ministero dello Sviluppo Economico, infatti, l’azienda aveva annunciato nuovi tagli, per un totale di 43, in tutta Italia. Sforbiciate che stavolta non toccheranno la sede di Battipaglia, per cui l’azienda ha ben altri programmi.

La terza cessione di ramo d’azienda in cinque anni

In pratica, si provvederà ad un nuova cessione di ramo d’azienda, che finirà all’azienda romana Sesa-Nv srl. Sbarcheranno in tale società 30 persone, su un totale di 54 rimaste presso lo stabilimento Alcatel di Battipaglia. Non si conosce ancora con precisione il perimetro interessato alla cessione, così come le attività che saranno cedute. Ciò che crea apprensione tra i lavoratori è il fatto che la società che acquisirà una parte del patrimonio Alcatel sarà la Sesa-Nv srl. Si tratta della stessa società che, nel novembre 2013, aveva già assorbito 38 lavoratori dallo stabilimento Alcatel battipagliese (più 12 da Rieti) aprendo una procedura ex articolo 47, inerente il trasferimento d’azienda. Le perplessità dei lavoratori nascono anche dal fatto che la stessa Sesa-Nv srl ha aperto una procedura di cassa integrazione straordinaria per 110 persone, di cui 3 proprio su Battipaglia. Si tratterà della terza cessione di ramo d’azienda dell’Alcatel in cinque anni, dopo quella che ha visto le acquisizioni di Btp Tecno e della medesima Sesa-Nv srl.

Restano solo 24 dipendenti

All’Alcatel di Battipaglia resteranno, in questo modo, solo 24 dipendenti. Cinque anni fa, la multinazionale dava lavoro a circa 500 persone. La parabola discendente dell’Alcatel battipagliese è iniziata il 17 giugno del 2010, quando la multinazionale a maggioranza francese decise di cedere una grossa fetta dell’industria di Battipaglia alla Btp Tecno, avviando la fase di smantellamento dell’azienda nella città capofila della Piana del Sele.

Che fine hanno fatto i lavoratori?

E gli altri lavoratori che ruotavano intorno alla cornice della multinazionale francese? Il vasto bacino di interinali è stato praticamente smembrato fino al 2013, quando operavano con la Btp, su turni, appena quindici di loro. Stando ai programmi iniziali della Btp, oggi l’azienda avrebbe dovuto dare lavoro a 222 unità, tra assunti ed interinali, grazie anche ai 300 milioni di euro di commesse garantite da Alcatel in cinque anni. Invece, lo stabilimento non lavora dallo scorso dicembre, sta vivendo una delicata trattativa di trasferimento nelle mani di un imprenditore libico con la spada di Damocle del fallimento. E ci sono 90 dipendenti Btp in cassa integrazione straordinaria. Dei dipendenti Alcatel rimasti a Battipaglia, molti svolgono lavori di assistenza, in maniera permanente, presso clienti della multinazionale.

Il futuro

In pratica, il materiale umano che resta all’interno del Centro Ricerca e Sviluppo non giustificherebbe un mantenimento dell’azienda che, scippata un paio d’anni fa di uno dei principali prodotti multimediali (finito ad Haifa, in Israele), rischia la totale chiusura in tempi brevi.


Francesco Piccolo

Giornalista professionista, direttore del network L'Occhio che comprende le redazioni di Salerno, Napoli, Benevento, Caserta ed Avellino. Direttore anche di TuttoCalcioNews e di Occhio alla Sicurezza.

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