Politica

Alfonso Andria lascia il PD: “Ritrovo per pochi amici, ormai non lo riconosco più”

Alfonso Andria lascia il Partito Democratico: la lettera dell'ex consigliere comunale e presidente della Provincia

Terremoto politico nel Partito Democratico: Alfonso Andria, ex consigliere comunale, presidente della Provincia, senatore ed europarlamentare, ha deciso di riconsegnare la tessera dopo la ratifica delle candidature nei listini bloccati e nei collegi uninominali.

Alfonso Andria lascia il Partito Democratico

Andria ha riconsegnato la tessera al segretario provinciale Enzo Luciano, motivando la sua decisione con una lettera. Una decisione forte, decisa, da parte di uno storico sostenitore del Partito Democratico. Di seguito il messaggio di Andria:

“Caro Enzo, unita alla presente consegno la mia tessera di iscritto. Partecipai da deputato europeo alla costituzione del PDE e nel 2007 alla fondazione del PD, fin da subito credendo nella novità per l’Italia di quel “progetto etico e politico” come testualmente è scritto nel “Manifesto dei valori’ ln epoca più recente sul piano nazionale e soprattutto nel contesto locale salernitano, lo spirito fondativo è stato, a mio giudizio, svilito e poi tradito. Ho sostenuto le varie candidature PD dei vertici di Regione Campania, Provincia e Comune di Salerno, la stessa Tua a Segretario provinciale.

Pur avendo fatto militanza con passione e assiduità (peraltro negli ultimi 10 anni in assenza di qualsivoglia ruolo elettivo istituzionale o politico), da tempo non sono più a mio agio. Il ripiegamento del partito a Salerno e nella sua vastissima provincia entro logiche padronali, il ricorso continuo a metodi assolutamente opposti ai princìpi ispiratori del PD pur di affermare un’egemonia, spesso basata sull’esercizio muscolare, di fatto ne mortificano la funzione e la natura, fino a contraddire la sua stessa denominazione!

L’individuazione delle candidature alle imminenti elezioni per il rinnovo del Parlamento attraverso una riunione lampo della Direzione provinciale, la fase tuttora in corso dei ritocchi alla compilazione delle liste a livello nazionale — caratterizzata dalle vicende disinvolte delle ultime ore e perciò ancor più imbarazzanti — rendono l’idea non di un partito politico ma di un edificio dalle porte girevoli del quale servirsi a seconda delle convenienze. Per me basta così! Ti saluto, Alfonso Andria”.

La risposta di Luciano

Nella giornata di venerdì 19 agosto è arrivata la risposta di Segretario Provinciale PD Vincenzo Luciano:

Superato l’iniziale stupore mi vedo costretto ad intervenire rispetto alle recenti dichiarazioni di Alfonso Andria. Un dirigente politico di lungo corso come lui mi ha stupito. Ho scoperto, infatti, con rammarico, che la sua appartenenza al Partito Democratico fosse subordinata a questa o quella candidatura.
Quasi come se la nostra Comunità politica fosse una sorta di taxi dal quale salire e scendere a proprio piacimento. Il ragionamento di Andria è il seguente: se le candidature proposte mi convincono sono un militante entusiasta del PD, altrimenti restituisco la tessera.

Una logica personalistica che non onora la lunga storia politica ed amministrativa di Andria, il quale pur tanto ha ricevuto dal nostro Partito, essendone stato, grazie al sostegno generoso di tutti i nostri militanti, un rappresentante in Provincia di Salerno, in seno al Parlamento Europeo e al Senato della Repubblica. Tuttavia è lo stesso Andria che, ormai, da anni, si è allontanato dalla nostra organizzazione, riservandosi – sua sponte – un ruolo di assoluta marginalità.

E’ persino inutile ricordare ad Alfonso Andria – che ne è ben consapevole – che il percorso delle candidature è stato proposto prima a livello locale e poi tracciato a livello nazionale.  Sono ore frenetiche e piene di fibrillazione. Posso comprendere che alcune espressioni siano “dal sen fuggite” e che una riflessione serena ed oggettiva porti a conclusioni più sensate. Confido che ci possa esser un ripensamento ispirato dal senso di responsabilità che deve riguardare tutto il centrosinistra.

Non è il tempo degli egoismi personali, delle divisioni interessate, del risentimento rancoroso. Tutte le forze democratiche, progressiste, riformiste del nostro Paese e del nostro territorio devono esser concentrate in una campagna elettorale decisiva per il futuro dell’Italia e della stessa provincia di Salerno. La priorità è sconfiggere questa pericolosa destra sovranista e populista, ostile ai diritti fondamentali, demagogica sul piano economico.
Il Partito Democratico, partito guida della Provincia di Salerno, sta mettendo in campo una squadra di donne e uomini candidati di altissimo profilo, competenti, radicati nei territori. Sono pronti alla battaglia elettorale ed i primi a sostenerli saranno proprio coloro che, pur avendo manifestato piena disponibilità, non è stato possibile candidare. Questo significa essere una comunità politica leale, coraggiosa che mette al centro il bene dei propri territori e non le proprie ambizioni personali.

Esprimo gratitudine a tutti coloro che hanno fatto un passo di fianco per il bene superiore dell’Italia e del Partito Democratico. Ed esprimo gratitudine a Piero De Luca, Vice Capogruppo PD alla Camera, che ha accettato la sfida di guidare la nostra battaglia, dopo aver svolto un prezioso lavoro parlamentare su temi economici e sociali cruciali, in continuo raccordo con le comunità locali della nostra Provincia. Soprattutto ha garantito, con il suo impegno, una rappresentanza territoriale non scontata con candidature di amministratori locali – per nulla calate dall’alto – di alto profilo politico.

Il tempo delle polemiche è finito. Adesso siamo in campagna elettorale. E siamo in campo per vincere, contribuendo alla vittoria del centrosinistra in tutta Italia. In queste settimane saremo ispirati dal monito di Enrico Berlinguer, dalle sue parole – le ultime – a Padova. Un testamento politico che c’impegniamo ad onorare a testa alta e senza meschinità.

“Lavorate tutti, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, dialogando con i cittadini, con la fiducia per le battaglie che abbiamo fatto, per le proposte che presentiamo, per quello che siamo stati e siamo, è possibile conquistare nuovi e più vasti consensi alle nostre liste, alla nostra causa, che è la causa della pace, della libertà, del lavoro, del progresso della nostra civiltà!”.

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