Vivere in ambienti non riscaldati: cosa comporta per la salute?

Il 16% degli italiani non ha i soldi per scaldare adeguatamente la propria abitazione. La percentuale è quasi il doppio della media dei Paesi dell'Unione Europea, dove la percentuale è dell'8,7%

SALERNO. Il 16% degli italiani non ha i soldi per scaldare adeguatamente la propria abitazione. La percentuale è quasi il doppio della media dei Paesi dell’Unione Europea, dove la percentuale è dell’8,7% .

Sono i dati Eurostat che mostrano come la situazione sia addirittura peggiorata rispetto al 2006, quando in difficoltà a riscaldare la casa era infatti “solo” il 10,4% della popolazione.

Ma cosa comporta vivere in un ambiente non riscaldato in modo adeguato?

La risposta viene da Quotidianosanità.it, secondo cui i soggetti più a rischio sono: i cardiopatici, i soggetti affetti da patologie respiratorie croniche, persone anziane e con problemi cognitivi, i neonati, persone che soffrono di altre malattie croniche (diabete, malattie della tiroide, malattie artritiche, dipendenze, patologie psichiatriche) o che assumono sostanze psicotrope o antinfiammatori.

Anziani

Gli anziani sono particolarmente vulnerabili agli effetti delle basse temperature a causa della diminuita risposta del loro sistema di termoregolazione e la ridotta percezione del freddo.

Soggetti con deficit

I soggetti con deficit fisici e/o psichici (come i malati di Alzheimer) sono più a rischio, perché non sono in grado di gestire correttamente il riscaldamento domestico e di adottare comportamenti adeguati.

Malati cronici

I Malati cronici sono a rischio in quanto l’improvviso grande freddo, associato ad avverse condizioni metereologiche, può peggiorare condizioni di salute già precarie e, soprattutto, aggravare patologie croniche quali: malattia cardiovascolare, broncopatia cronica ostruttiva, asma bronchiale, diabete e disturbi neurologici (soprattutto se in trattamento con sostanze psicotrope).

Neonati

I Neonati e lattanti sono a rischio in quanto nei primi mesi di vita la termoregolazione corporea è meno efficace ed il rapporto superficie cutanea/massa corporea è elevato (elevata dissipazione di calore). Il neonato è molto vulnerabile alle temperature molto basse e può entrare rapidamente in situazioni di ipotermia; inoltre, i bambini molto piccoli non possono manifestare in modo esplicito il disagio causato dal freddo (non autosufficienza).

Pertanto, è consigliabile prestare attenzione alla loro temperatura corporea, verificando che le parti del corpo non si presentino fredde o intorpidite (mani, piedi, volto soprattutto) e, in caso di allarme meteorologico, bisogna evitare di uscire di casa con neonati che abbiano meno di tre mesi.

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