Appalti a Cava, Castiglione e Agropoli: parlano i dirigenti della Cpl Concordia

Cpl Concordia attualmente ha un portafoglio lavori di 900 milioni di euro

SALERNO. L’inchiesta della Cpl Concordia coinvolge Cava de’ Tirreni, Agropoli e anche Castiglione Del Genovesi. Il filone salernitano dell’inchiesta sulle tangenti della procura di Napoli. Dalle carte si scopre un colloquio in cui si parla proprio degli appalti salernitani. Parlano Gulio Lancia e Raffaele Rammaro. Per l’appalto di Cava chiedono un incontro con il primo cittadino. A Castiglione Del Genovesi la coop ha vinto l’appalto per la pubblica illuminazione, così come avvenne per il Comune di Battipaglia. Quale referente per Cava viene indicato l’ingegnere Carmine Avagliano, responsabile del settore ambiente del Comune.

La variante per l’impianto fotovoltaico, a seguito di una denuncia di Antonio Barbuti, finì già sulla scrivania del pm salernitano Vincenzo Montemurro. Si parla anche del caso Agropoli con il pericolo che il Comune cilentano possa dichiarare fallimento per i conti in rosso. Ma, secondo Lancia, il progetto si sarebbe comunque realizzato. Intanto in relazione alle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Napoli, Cpl Concordia ha comunicato «di aver nominato, quali propri consulenti legali, il professore Carlo Enrico Paliero di Milano ed il professore Filippo Sgubbi di Bologna».

La coop, nella nota, evidenzia che «Cpl Concordia attualmente ha un portafoglio lavori di 900 milioni di euro grazie a contratti con centinaia di clienti sia pubblici che privati, in Italia e all’estero, che ne riconoscono costantemente il know how, la tecnologia e la professionalità. Il lavoro dei 1.800 addetti della società ha prodotto e distribuito come valore aggiunto globale lordo per il territorio e gli stakeholders (fornitori, dipendenti, banche, clienti, istituzioni, azionisti) la cifra di 95 milioni di euro in ognuno degli ultimi 3 anni. Nei 116 anni di lavoro Cpl Concordia ha maturato un patrimonio netto di 139 milioni di euro indivisibile fra i soci, che rappresenta un valore per lo sviluppo della cooperazione in Emilia Romagna e su tutto il territorio nazionale».

Continua l’inchiesta della procura di Napoli sul caso metanizzazione. Interrogato Francesco Simone. Ed è grazie allo stesso Francesco Simone, consulente della coop Cpl, che dopo Ischia, anche l’isola di Procida è da sabato coinvolta nell’inchiesta sulla metanizzazione. Dall’interrogatorio nel carcere di Poggioreale di Simone infatti sono scattati gli avvisi di garanzia per concorso in corruzione nei confronti dell’ex sindaco e ex deputato di An Luigi Muro, nonché di Roberto Casari e Nicola Verrini, rispettivamente ex presidente e ex responsabile di area della coop, gli ultimi due già destinatari di ordinanze di custodia eseguite nei giorni scorsi nell’ambito delle stessa inchiesta. Simone ha parlato di un sistema corruttivo come di un ”protocollo ben collaudato”.

Per i magistrati napoletani della procura partenopea dunque, coordinati dall’Aggiunto Alfonso D’Avino e dai pm Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giuseppina Loreto, il quadro sarà più chiaro anche dopo l’esame dei documenti sequestrati al Comune e nelle abitazioni di Muro e dell’attuale sindaco Vincenzo Capezzuto (non indagato). E’ probabile infatti che Simone sarà interrogato anche su altri appalti affidati alla Cpl e su altri presunti casi di corruzione di politici e amministratori, non solo in Campania, ma anche in altre regioni d’Italia.

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