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Appalti e tangenti al cimitero di Capaccio Paestum, in sette a processo

CAPACCIO PAESTUM. Appalto e tangenti per l’ampliamento del cimitero: si farà il processo. Per 7 imputati, tra questi l’ex vice sindaco Nicola Ragni, è stato disposto il rinvio a giudizio dal gup Vincenzo Pellegrino del tribunale di Salerno.

Il processo

Il dibattimento sarà incardinato il prossimo 18 ottobre dinanzi ai giudici della Seconda sezione penale. All’udienza preliminare di ieri è stata stralciata la sola posizione dell’ex capogruppo di maggioranza Roberto Ciuccio , che ha cambiato difensore e quest’ultimo ha chiesto il termine a difesa.

All’appuntamento di ottobre con l’aula delle udienze penali sono attesi, insieme a Ragni (difeso dall’avvocato Domenico Guazzo ), il dirigente comunale Rodolfo Sabelli di Eboli (difeso da Annamaria Polito ), l’imprenditore Giacomo Caterino di San Cipriano d’Aversa (ritenuto vicino al clan dei Casalesi), suo padre Paolo e sua moglie Rossella Marino , l’ingegnere Vincenzo Noviello (anche lui di San Cipriano d’Aversa e contitolare della Navab Costruzioni) e l’imprenditore ortofrutticolo Gerardo Gaudiano di Pagani.

L’inchiesta della Procura antimafia, affidata al sostituto procuratore Vincenzo Senatore , ruota attorno a un presunto giro di tangenti con cui la ditta dei Caterino si sarebbe garantita l’affidamento dei lavori.

Le intercettazioni telefoniche ed ambientali

A supporto delle accuse una corposa attività di indagine, soprattutto fatta di intercettazioni telefoniche ed ambientali, che – per la Dda – dimostrerebbero l’attività concessiva all’imprenditore in odor di camorra, Giacomo Caterino, collegato al clan dei “casalesi”, dai vertici politici e amministrativi dell’allora Comune di Capaccio Paestum. Le accuse vanno dall’induzione indebita a carico di Ragni, all’abuso d’ufficio attribuito a Sabelli, che avrebbe omesso di acquisire la documentazione antimafia delle società coinvolte nei lavori.

I dettagli

L’intervento per la realizzazione del nuovo cimitero era stato assegnato all’Ati composta da Navab costruzioni, Tekno Eco e Ktesis srl ma poi le tre ditte formarono un’unica società denominata “Le Ceneri Paestum”. Secondo la Procura la Navab era destinataria di un’interdittiva antimafia emessa dal prefetto di Caserta nel 2013 e la Ktesis aveva subito il sequestro delle quote per un’accusa di turbativa d’asta. Inoltre l’imprenditore Caterino sarebbe stato in rapporti di parentela con il boss Antonio Iovine

Nel corso della fase preliminare del procedimento è stata disposta l’archiviazione per l’ex consigliere comunale Leopoldo Marandino (difeso da Federico Conte ), finito tra gli indagati per una sua presunta presenza a un incontro nell’inverno 2014 nel suo stabilimento balneare, il “Lido Mediterraneo” in località Laura a Paestum. Il Comune di Capaccio Paestum si è costituito parte civile.

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