Economia

Aprire un ristorante: i consigli per iniziare

Aprire un ristorante può essere un’avventura imprenditoriale di successo: ma tenendo conto dell’entità degli investimenti economici che devono essere affrontati, è meglio arrivare preparati per non commettere errori potenzialmente gravi. Si potrebbe prendere in considerazione, per esempio, l’opportunità di ricorrere al franchising. La procedura in questo caso è piuttosto semplice: si prenota un appuntamento con l’azienda che mette a disposizione il proprio marchio per parlare con un consulente, così da verificare le condizioni che dovranno essere rispettate. Nella maggior parte dei casi scegliendo un franchising ci si ritrova con un ristorante chiavi in mano, nel senso che è già tutto deciso, inclusi gli arredamenti.

Quali sono i vantaggi di un franchising

Al di là dei costi che è necessario sostenere, un franchising mette a disposizione diversi vantaggi di non poco conto, a cominciare dal supporto di uno staff competente che fornisce tutto il supporto di cui si potrebbe aver bisogno per l’apertura e la crescita del ristorante. Non è da sottovalutare, poi, il richiamo esercitato da un brand già noto, in grado di conquistare una clientela che potrebbe già conoscerlo e apprezzarlo. Ciò, ovviamente, ha delle conseguenze dal punto di vista economico, dato che ogni anno si dovrà pagare alla casa madre una percentuale sui guadagni.

Aprire un ristorante in proprio

Quella del franchising, comunque, è solo una delle tante opzioni tra cui si può scegliere. Nel caso in cui si decida di aprire un ristorante da soli, e quindi senza l’assistenza di un brand consolidato, è necessario rimediare alla propria inesperienza. La gestione della cucina, l’acquisto dei macchinari e il contatto diretto con i clienti sono tutte circostanze che presuppongono una certa competenza.

Le attrezzature da acquistare

Per l’acquisto di qualsiasi tipo di attrezzatura per ristorazione si può fare riferimento a Ristodesk, azienda leader nel settore e vero e proprio punto di riferimento non solo per i ristoranti, ma anche per i bar, per le pasticcerie, per le macellerie e per molte altre attività commerciali. Lo staff tecnico di Ristodesk seleziona tutte le attrezzature presenti in catalogo in modo meticoloso e accurato, così da proporre alla clientela unicamente strumenti e macchinari di eccellenza. Degno di nota è anche il servizio post vendita, che include l’installazione e la messa in funzione dei macchinari acquistati.

Quanto denaro serve per aprire un ristorante

Uno dei primi interrogativi che si pone chi ha intenzione di aprire un ristorante è quello relativo al budget necessario: in sostanza di quanto denaro c’è bisogno per cominciare? Le spese variano in base al tipo di locale che si gestisce: è chiaro che un ristorante di lusso presuppone costi differenti rispetto a un’osteria a conduzione familiare. Nel caso in cui si voglia cominciare con un ristorante di piccole dimensioni, la spesa complessiva sarà attorno ai 70mila euro. Questo calcolo tiene conto dei circa 3mila euro richiesti per le materie prime iniziali e dei 50mila euro necessari per pagare almeno un cameriere e un cuoco; a questi bisogna aggiungere i circa 3mila euro di affitto del locale e gli oltre mille euro che servono per aprire la partita IVA e per la gestione contabile da parte del commercialista.

Le spese da affrontare

Nel momento in cui si apre un’attività si è obbligati a pagare i contributi INPS, a prescindere dal fatto che il ristorante sia in perdita o garantisca dei guadagni. Ogni anno si spendono almeno 3mila euro, ma la cifra è destinata ad aumentare se i ricavi sono molto più elevati. Nel caso in cui si scelta di prendere un ristorante già avviato in gestione, si risparmia qualche decina di migliaia di euro perché non ci si deve preoccupare di trovare un locale in affitto e non si devono acquistare gli arredi e le attrezzature. Ad ogni modo è comunque difficile andare sotto i 50mila euro.

Quali requisiti devono essere rispettati

Non è detto che chi vuole aprire un ristorante debba per forza possedere un diploma di istituto alberghiero. In alternativa, infatti, è sufficiente disporre di una qualifica che si ottiene con un corso di Somministrazione Alimenti e Bevande. Questo è un corso di formazione che permette di iniziare a lavorare nel campo della ristorazione. In genere sono delle aziende private a organizzare i corsi, per un prezzo che oscilla tra i 400 e i 600 euro e una durata di 100 ore. In alcuni casi, gli enti locali – e in particolare le Regioni – possono proporre questi corsi a tariffe più convenienti, grazie alle agevolazioni europee o statali. Come si può intuire, la dimensione burocratica è uno degli ostacoli più impegnativi per chi vuole aprire un ristorante. C’è bisogno, tra l’altro, di un piano HACCP, vale a dire una procedura di autocontrollo che serve ad assicurare i più alti standard di igiene e di qualità nel corso della somministrazione degli alimenti.

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