Cronaca

Assalti a portavalori, operazione "Last Day": la gang si muoveva come l'Isis

Stavano preparando il colpo della vita, una rapina in Germania, che avrebbe potuto fargli fruttare tra i dieci e i venti milioni di euro. Il necessario per autofinanziarsi era mettere a segno, negli ultimi mesi, l’assalto ai portavalori a Fisciano e Solofra (anche se in quest’ultimo caso il colpo fallì) e, lo scorso 21 luglio, la rapina choc alla biglietteria degli scavi di Pompei.

Come racconta il quotidiano Il Mattino, non tanto per il bottino (poco più di 3mila euro) ma perché i turisti, alla vista delle due persone che si presentarono all’ingresso di Porta marina Superiore con il volto coperto da passamontagna e pistole in pugno, temevano si trattasse di un attacco dell’Isis. Nelle rapine adoperavano anche maschere in silicone di personaggi da film horror.

A fungere da palo, per il colpo a Pompei, sarebbe stato Domenico Cocco: lo scafatese 36enne ritenuto dagli inquirenti uno dei promotori dell’organizzazione. A fare irruzione nella biglietteria, invece, sarebbero stati il foggiano Angelo Carbone, 51 anni, anch’egli ritenuto a capo del sodalizio, ed Angelo Pugliese, 45enne di Cerignola (tutti e tre in carcere).

Capi del sodalizio criminale, organizzato ed ambizioso tanto da volersi spingere all’estero per mettere a segno rapine sempre più milionarie, anche Salvatore Della Ratta di Cercola (37 anni), ritenuto il finanziatore del gruppo e in passato condannato (con sentenza passata in giudicato) per una rapina commessa nel 2008 in un caveau in provincia di Biella che fruttò 25 milioni di euro (soldi mai ritrovati) e Pasquale Pecorella, foggiano di 40 anni.

Complessivamente sono 19 le persone per le quali il gip del Tribunale di Nocera Inferiore, Paolo Valiante su richiesta del pm Gianpaolo Nuzzo e del procuratore capo Antonio Centore, ha emesso misure cautelari: 9 in carcere, 8 ai domiciliari e per 2 è stato disposto l’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria.

Gli indagati, di origine foggiana, salernitana, napoletana e albanese, sono indiziati di far parte di un’associazione per delinquere transnazionale dedita alle rapine a furgoni portavalori e istituti di credito commesse con l’uso di armi, anche da guerra, tanto che nella misura cautelare compaiono anche una rapina all’Unicredit a Foggia (bottino da 63mila euro) e una tentata rapina alla filiale di Acerra del Banco di Napoli. Nella nostra provincia, oltre allo scafatese Domenico Cocco, gli agenti della Squadra Mobile di Salerno hanno notificato a Luigi Cavallaro (anch’egli scafatese di 45 anni, detto «il ragioniere») l’obbligo di presentazione alla Pg mentre è ancora ricercato, dalla polizia salernitana (agli ordini del vicequestore Lorena Cicciotti) il 58enne sarnese Luigi Garmiele destinatario di una misura agli arresti domiciliari.

È finito ai domiciliari anche Ciro De Falco, 46enne nato a Pomigliano d’Arco e residente ad Acerra, guardia giurata della Cosmopol di Avellino, che per gli investigatori avrebbe svolto il ruolo di informatore (basista) sugli spostamenti dei blindati. Le indagini, svolte dalla seconda divisione dello Sco (coordinata dal primo dirigente Alfredo Fabbrocini) e dalle Squadre Mobili di Salerno e Foggia, sono iniziate proprio in seguito alla rapina ai danni dell’auto portavalori sul raccordo Salerno-Avellino all’altezza dell’uscita di Fisciano: in quell’occasione i rapinatori, sparando colpi di Kalashnikov, portarono via 78mila euro.

Era la mattina del 20 febbraio scorso e la polizia individuò fin da subito Cocco. Collegato con lui anche il foggiano Carbone, anello di contatto con la Germania. Due mesi dopo, il 19 aprile, sempre sul raccordo Avellino-Salerno, all’altezza di Solofra, ci fu la tentata rapina ad un blindato (sempre della Cosmopol): i banditi, in quell’occasione, avevano anche sistemato chiodi sull’asfalto della galleria Montepergola provocando la foratura dei pneumatici di una trentina di auto. Nel mirino del gruppo criminale c’era un portavalori che avrebbe trasportato tra i dieci ai venti milioni di euro e che la banda si apprestava ad assaltare nei pressi di Francoforte.

Fondamentale è stato lo scambio informativo tra le autorità giudiziarie dei due paesi assicurato dal coordinamento di Eurojust (collegato in videoconferenza c’era il magistrato Filippo Spiezia) mentre alla conferenza stampa era presente Stefan Einz, kriminal director, al quale il questore Pasquale Errico ha rivolto i saluti in tedesco. Nelle intercettazioni telefoniche è venuta fuori una conversazione tra alcuni indagati che, facendo riferimento alle «auto mitragliate», affermavano «ora che le vedono penseranno che è arrivata l’Isis pure qua».

 

 

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