Atti sessuali nei confronti di una paziente, il primario del Ruggi di Salerno: “È qualcuno che ce l’ha con me!”

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«Vabbè, è qualcuno che ce l'ha con me!». Sono state queste le prime parole pronunciate da Mattia Carbone, primario dell'ospedale Ruggi

«Vabbè, è qualcuno che ce l’ha con me!». Sono state queste le prime parole pronunciate da Mattia Carbone, primario facente funzioni al reparto di Radiologia dell’ospedale Ruggi di Salerno quando è stato chiamato negli uffici della caserma Pisacane dagli uomini della Squadra mobile per essere sentito sulla denuncia presentata contro di lui.

Il medico avrebbe palpeggiato il seno di una paziente 40enne spingendosi molto oltre quella che avrebbe dovuto essere una regolare visita per un controllo di routine ad alcuni noduli.

Atti sessuali nei confronti di una paziente,

Nella mattinata di ieri, 10 giugno, i poliziotti hanno notificato al primario l’ordinanza applicativa della misura della sospensione dell’esercizio della professione medica, con interdizione di tutte le attività ad esso inerenti, per la durata di un anno, emessa dal gip del tribunale di Salerno. Nel pomeriggio anche la direzione del Ruggi ha emesso una delibera di sospensione nei suoi riguardi, in attesa di leggere gli atti giudiziari e procedere con una verifica in commissione interna.

Il racconto della vittima

La vittima avrebbe raccontato di aver preso appuntamento per una mammografia e, una volta pronta per l’esame, invece del tecnico si sarebbe presentato Carbone. Prima le avrebbe personalmente eseguito il test e poi si sarebbe reso disponibile ad un approfondimento. Sarebbe stato allora che si sarebbe spinto oltre, andando – sempre secondo la denuncia della donna – ben oltre il palpeggiamento e anche toccando parti che non erano interessate. Atteggiamenti poco ambigui, secondo la vittima, ben presto sfociati in atti sessuali che la donna, dopo qualche giorno, ha deciso di raccontare alla polizia nei minimi dettagli e alla presenza del suo fidanzato.

Nel corso delle verifiche investigative i poliziotti hanno anche accertato che il primario, in più di un’occasione, si sarebbe reso disponibile con pazienti donne a prendere personalmente appuntamenti in fasce orarie e giorni che più facevano comodo alle stesse.


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