Bambina bullizzata perché figlia di genitori separati

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La piccola ha subito traumi psicologici al punto che i genitori si sono ritrovati costretti a cambiare scuola e pure paese

SIANO. Mortificazioni e derisioni ai danni di una bimba, presa di mira dai bulli della scuola elementare che ha frequentato. Sono state tante le mortificazioni che ha dovuto subire la piccola. Frasi di ogni genere e derisioni assurde, tutto perché figlia di separati che vivono storie d’amore differenti senza però far mancare nulla alla figlia e tantomeno quell’amore e quella protezione capaci di farla crescere con sicurezza e determinazione.

“L’incapacità della scuola di fronteggiare, nonostante le continue comunicazioni della mia ex moglie ai docenti, questa barbarie psicologica del bullismo è un segno evidente del decadimento culturale in cui, questa scuola versa” dichiara con fervore il padre.

I genitori costretti a cambiare scuola

La piccola ha subito traumi psicologici al punto che i genitori si sono ritrovati costretti a cambiare scuola e pure paese. La scuola ha il delicato compito di preservare questi atti che diventano pericolosi, se subiti dagli adulti, ma ancor di più se a farne le spese è una bimba. La scuola ha il dovere istituzionale e morale di preservare e proteggere i discenti da ogni forma di discriminazione e bullismo.

La scuola deve prepararsi ad accogliere figli che provengono da diverse culture, da diversi generi di famiglia, staccandosi da quella visione mistica e medievale composta da padre e madre. E se è vero che un ruolo fondamentale lo ha la scuola è senz’altro vero che la famiglia è la cellula primaria dove non far proliferare tali comportamenti, che nel caso in questione invece ha alimentato con battute sgradevoli l’incipit di tali manifestazioni.

Siamo ancora lontani, da quel senso di uguaglianza e rispetto che deve essere elemento costituente del nostro essere uomini. Voltare la testa davanti ad atteggiamenti del genere vuol dire distruggere il presente ed il futuro di generazioni che hanno il privilegio di vivere altre esperienze di famiglia rispetto a quelle canoniche.

Vivere il trauma della derisione e della mortificazione non è assolutamente cosa da niente, instaura nella vittima quel senso di inadeguatezza e di inferiorità che potrebbe accompagnarla per tutta la vita. La cultura e la conoscenza ci potrà salvare. La scuola ha il compito di fronteggiare questi episodi.


fonte Cronache

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