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Banca del Cilento, di Sassano e del Vallo di Diano e della Lucania e le accuse di usura: la verità

«Credo che un giornalista serio e prudente debba per dovere deontologico informarsi meglio, prima di pubblicare informazioni prive di qualsiasi fondamento, che possono offendere valori costituzionalmente tutelati».
Lo afferma Franco Castiello, Presidente della Banca del Cilento, di Sassano e del Vallo di Diano e della Lucania, che interviene sulle informazioni fuorvianti diffuse nei giorni scorsi da alcune testate giornalistiche.
Castiello, attualmente avvocato, parla con cognizione di causa essendo stato per molti anni Giudice e per circa 30 anni giornalista pubblicista. Il Presidente si riferisce in particolare a titoli e locandine che, confondendo gli

Pres. Franco Castiello Banca del Cilento, di Sassano e del Vallo di Diano e della Lucania
Pres. Franco Castiello

istituti giuridici del rito abbreviato e del patteggiamento, hanno causato senza alcun fondamento un evidente danno di immagine all’Istituto di Credito con sede a Vallo della Lucania.

«Nel caso specifico -conferma Castiello- non c’è stata nessuna richiesta di patteggiamento né alcuna ammissione di colpevolezza. C’è stato anzi l’esatto opposto: la richiesta del rito abbreviato in quanto le prove acquisite al processo non abbisognano, per la loro adamantina evidenza, di verifica dibattimentale».
Il presidente Castiello non ha dubbi, e si dice convinto che il processo è già pronto per concludersi, con la piena assoluzione degli imputati.
«Questo il motivo per il quale si è ritenuta inutile la verifica dibattimentale, e si è chiesto il rito abbreviato: affinché

direttore-generale-ciro-solimeno Banca del Cilento, di Sassano e del Vallo di Diano e della Lucania
Dir. Gen. Ciro Solimeno

si decida subito ponendo fine una volta per tutte a questa ridda di notizie false».

Il Direttore Generale Ciro Solimeno evidenzia come l’Istituto di Credito di Vallo della Lucania da anni utilizzi un software “taglia-tassi” o “taglia usura” proprio per evitare ogni tipo di errore.

C’è poi il danno procurato all’immagine della Banca da testate giornalistiche che hanno pubblicato notizie false.
Solimeno annuncia che il Consiglio di Amministrazione su questo aspetto ha preso una posizione netta e decisa, ed i responsabili di titoli e locandine riportanti notizie false, diffuse nei giorni scorsi, saranno perseguiti nei termini di legge, con querele affidate allo stesso avvocato Maldonato.

avvocato maldonato Banca del Cilento, di Sassano e del Vallo di Diano e della Lucania
Avv. Franco Maldonato

La verità processuale: l’Avv. Maldonato smentisce alcune notizie

«C’è una differenza abissale tra l’istituto giuridico del giudizio abbreviato e quello del patteggiamento, ma su questa chiara distinzione si è fatta negli ultimi giorni enorme confusione: infondatamente, strumentalmente e calunniosamente». Lo afferma l’avvocato Franco Maldonato, difensore dei dipendenti della Banca del Cilento, di Sassano e del Vallo di Diano e della Lucania, che inoltre esclude qualsiasi ombra di responsabilità dei suo assistiti in ordine alla consumazione di condotte illecite.  «Abbiamo chiesto ed ottenuto di essere ammessi al giudizio abbreviato -conferma Maldonato– perché abbiamo tutto l’interesse ad essere giudicati subito, trasformando l’udienza preliminare in una vera e propria udienza di merito. Questo è il senso del Giudizio Abbreviato, non quello di ottenere sconti di pena come affermato da alcuni organi di stampa».

L’avvocato Maldonato denuncia come strumentale e calunniosa la campagna mediatica messa in campo da talune testate giornalistiche che, anche attraverso titoli e locandine fuorvianti, hanno addebitato alla chiara scelta processuale effettuata un significato totalmente errato.
Maldonato evidenzia che nel caso specifico i fruitori delle informazioni scorrettamente veicolate sono stati tratti in inganno, suscitando in loro la falsa impressione che gli imputati avessero scelto il patteggiamento, e che stessero per concordare una pena con il Pubblico Ministero. Secondo la difesa questa tesi è smentita dai fatti: secondo l’avvocato, infatti, il software avrebbe prontamente corretto i tassi “usurai” con quelli a norma di legge, se ciò fosse stato necessario. «Tutto ciò -conclude l’avvocato- non può che confermare la buona fede degli imputati, che ha sempre caratterizzato il loro operato: non solo in riferimento ai doveri nei confronti del loro istituto di appartenenza, ma anche ai doveri di lealtà e correttezza nei confronti della clientela».

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