Baronissi, le vere ragioni di “Idea Comune” sulla sfiducia a Valiante

Baronissi

I consiglieri comunale di "Idea Comune" spiegano le vere ragioni del voto di sfiducia che ha sancito la caduta dell'amministrazione del sindaco Valiante

BARONISSI. I consiglieri comunale di “Idea Comune” spiegano le vere ragioni del voto di sfiducia che ha sancito la caduta dell’amministrazione del sindaco Valiante.

Sfiducia a Valiante: “Idea Comune” spiega le vere ragioni

I consiglieri del gruppo “Idea Comune” di Baronissi sono tornati, attraverso una nota stampa, sulla sfiducia che ha sancito la fine dell’amministrazione dell’ormai ex sindaco Gianfranco Valiante, dove spiegano le vere ragioni che hanno segnalato il consiglio comunale dello scorso 18 febbraio. Il manifesto è a firma di Franco Cosimato, Francesco De Simone e Angelo Notari.

“Cari concittadini,
vogliamo fare un po’ di chiarezza dopo il Consiglio comunale di lunedì 18 febbraio, in cui è stata
votata la sfiducia all’ex sindaco Valiante.
Nel corso di questa consiliatura, a partire dai primi mesi, il confronto tra i consiglieri di maggioranza e
il sindaco è sempre stato conflittuale. Diversi sono stati i documenti (ne conserviamo copia) prodotti e
consegnati nelle mani del primo cittadino dal 2015 al 2018 aventi come oggetto: Verifica politica. Un
modo, oltre agli scontri personali, per sottolineare le tante cose che, a parere dei firmatari (ben 8
consiglieri di maggioranza su 10: Cosimato, De Simone, Genovese, Giordano, Melchiorre, Notari,
Pasquile e Rocco) andavano corrette per il bene del territorio e per distinguerci dalle amministrazioni
precedenti. Gli argomenti discussi sono stati tanti: dal Piano urbanistico comunale, al progetto “Luci
dell’Irno”, dall’organizzazione degli uffici comunali alla raccolta rifiuti, dalla gestione dei tributi alle
scuole, dalla manutenzione stradale al sostegno alle famiglie bisognose ecc., oltre ad aver chiesto, più
volte, l’azzeramento delle deleghe degli assessori e una loro redistribuzione tenendo conto della
professionalità e dell’esperienza dei singoli.
Ogni volta si finiva con l’ottenere solenni promesse di cambiamento e di condivisione delle scelte,
salvo ritornare, dopo poche ore, al punto di partenza. Più volte, chi oggi dice di sentirsi tradito e si erge
a paladino della correttezza e dell’impegno profuso per il bene comune, ha proposto di mandare a casa
il sindaco, ottenendo da noi il rifiuto. Dovrebbero ricordare questi signori che parlano di “tornaconto
personale” e “azione strumentale” che sono stati loro a litigare con il sindaco fino a non rivolgersi la
parola, di aver rimesso le deleghe assegnate, di aver minacciato le proprie dimissioni, prima di
accusare altri. Ma questo fa parte della miseria umana e non intendiamo scendere così in basso.
Vogliamo rappresentare ai cittadini di Baronissi quanto sia ridicolo e offensivo dell’intelligenza altrui
sostenere che la sfiducia abbia “bloccato il processo di crescita”, o provocato danni al Comune. Se ci
fossero finanziamenti in dirittura d’arrivo, o atti amministrativi da fare in favore dei cittadini, il
commissario prefettizio, che sostituisce in toto giunta e consiglio, ha tutta la legittimazione e
competenza per poter procedere a firmare qualsiasi cosa. Questa favoletta degli “irresponsabili” è solo
un tentativo per creare una vittima sacrificale da dare in pasto agli ultras delle elezioni.
La sfiducia è servita ad impedire la continua compravendita di consiglieri, il mercimonio delle
intelligenze, una campagna elettorale coi soldi dei cittadini.
Crediamo sia giunto, per chiunque ambisca a guidare il nostro Comune, il momento di parlare di
programmi e progetti da presentare all’elettorato, di presentarsi ognuno per la storia che ha e per la
professionalità da mettere a disposizione della nostra Baronissi, questo perché siamo convinti che si
può competere con l’intelligenza, ma mai con la stupidità e con l’ipocrisia.
Auguri Baronissi, noi ci siamo”.

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