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Battipaglia al centro di un caso nazionale. Nessun tesserato al Pd

BATTIPAGLIA. Da mesi il Partito Democratico di Battipaglia è in rotta di collisione con il segretario provinciale del Pd, Nicola Landolfi. Oggi Battipaglia potrebbe trovarsi al centro di un caso nazionale, con nessun tesserato al Pd. Landolfi non intende concedere le tessere agli iscritti di Battipaglia, portando alla morte del partito in città.

In pratica, dal giorno dell’apertura del tesseramento la segreteria locale sta chiedendo alla segreteria provinciale le tessere necessarie per completare le iscrizioni. Tali tessere non sono mai giunte da Salerno. Landolfi, in qualità di segretario provinciale del Pd, non può essere esente da responsabilità. Quantomeno ne è a conoscenza.

Dopo aver assistito ad una clamorosa riduzione del numero di iscritti al Pd di Battipaglia durante il suo mandato come segretario provinciale, Landolfi potrebbe concludere il percorso di involuzione, azzerando il partito.

Nel 2014, gli iscritti al circolo del Partito Democratico di Battipaglia erano 490. Lo scorso anno, invece, erano meno di 200. Le richieste di tesseramento sarebbero almeno 150, stando a ciò che trapela dalla segreteria cittadina, ma senza l’arrivo delle tessere da Salerno tali istanze sarebbero nulle.

Il segretario cittadino Davide Bruno è ancora in carica, malgrado Landolfi stia scuotendo da mesi i vertici della segreteria regionale del Pd al fine di ottenere il commissariamento del partito a Battipaglia.

C’è tempo fino al 28 febbraio. Quel giorno, infatti, si chiuderà la fase del tesseramento. Allo stato attuale, non c’è nessun tesserato 2017 del Pd a Battipaglia, compresi il segretario Bruno ed il consigliere comunale Egidio Mirra.

Paradossalmente, restando la situazione in questi termini, nessun battipagliese potrà partecipare ad un congresso per l’elezione del nuovo segretario, così come la città di Battipaglia non potrà esprimere alcun voto ad eventuali appuntamenti congressuali, siano questi nazionali, regionali o provinciali, del Partito Democratico.

La mission di Landolfi

 

La mission di Landolfi è chiara. La sua volontà di rifondare il Pd a Battipaglia, esplicitata dallo stesso segretario provinciale dopo le elezioni amministrative dello scorso anno, era partita con la richiesta ufficiale alla segreteria regionale di commissariare il circolo cittadino.

Non avendo ottenuto nulla a Napoli, Landolfi ha scelto una strada diversa, probabilmente meno “politically correct”, ma ugualmente efficace: non rispondere alle richieste di tesseramento provenienti da Battipaglia. Azzerando il numero degli iscritti. La conseguenza immediata ed inevitabile, a quel punto, sarebbe il commissariamento.

I dissapori tra Landolfi e il Pd di Battipaglia

 

I dissapori tra Landolfi ed il circolo battipagliese del Pd sono nati durante la scorsa campagna elettorale per le amministrative, in particolare nei giorni antecedenti il ballottaggio tra Cecilia Francese e Gerardo Motta.

Landolfi, con una nota ufficiale, aveva scelto di sostenere Motta. Direzione a cui non aveva aderito il Pd di Battipaglia che, dopo aver denunciato una vicinanza fin troppo sospetta tra Landolfi e Motta nel pieno della campagna elettorale, si era dichiarato equidistante da entrambi i candidati al ballottaggio.

Con la vittoria elettorale di Cecilia Francese, Landolfi aveva dovuto ammainare la sua bandiera. Continuando a covare desideri di rivalsa che potrebbero presto concretizzarsi. La sua vittoria, dopo la sconfitta elettorale e la figuraccia al referendum costituzionale, consisterà nell’azzeramento del Pd di Battipaglia.

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