Economia

Battipaglia, allarme sicurezza in litoranea: privati pronti a tassarsi

BATTIPAGLIA. Gli imprenditori della fascia costiera pronti a pagare per garantire una maggiore sicurezza della zona. Alcuni gestori di stabilimenti balneari ed attività ricettive, infatti, hanno deciso di finanziare un impianto di videosorveglianza lungo la fascia costiera. L’intervento, che richiederà comunque l’adozione di un regolamento anche per rispettare le norme della privacy e di un protocollo d’intesa con il Comune e il comando di Polizia municipale, è stato proposto nei giorni scorsi alla sindaca Cecilia Francese.

Venerdì, la prima cittadina incontrerà una delegazione degli imprenditori del turismo per entrare nel merito della richiesta, che ovviamente il Comune non avrà alcuna difficoltà ad accogliere. A carico dell’ente dovrebbero essere solo le spese per l’installazione dell’impianto di videosorveglianza e gli allacci alla rete elettrica. Le immagini delle telecamere dovrebbero giungere direttamente al comando di polizia municipale, quindi sarà necessario anche predisporre i collegamenti dalla rete centrale ad ogni telecamera che sarà posizionata lungo la fascia costiera. A meno che il Comune non decida di dotarsi di una rete Wi-Fi, la spesa per i collegamenti non sarà contenuta.

Nel corso dell’incontro di venerdì, gli imprenditori firmatari dell’istanza dovrebbero portare alla sindaca Francese anche una sorta di mappa per chiarire i punti esatti dove intendono installare le telecamere, che dovrebbero essere – almeno nell’idea iniziale – circa venti. Il piano di videosorveglianza sulla fascia costiera potrebbe offrire nuovi stimoli all’amministrazione per riprendere in mano il progetto di aggiornamento dell’impianto esistente in città dal 2005, ormai malandato dopo anni di mancata manutenzione. Diverse telecamere sono danneggiate e non ci sono i fondi per aggiustarle, alcune sono collegate in maniera non idonea alla centrale di via Rosa Jemma, altre sono disposte in zone non strategiche.

Molte telecamere, guaste da tempo, sono state persino rimosse. Il sindaco Giovanni Santomauro aveva elaborato, quattro anni fa, un piano di recupero dell’impianto di videosorveglianza. Atti rimasti conservati nei cassetti del Comune. Nei mesi scorsi, anche la commissione straordinaria aveva predisposto un progetto di riqualificazione dell’impianto, rimasto fermo sulla carta. In entrambi i piani erano stati previsti finanziamenti regionali che non sono mai giunti. La sindaca Francese potrebbe trovare nuovi canali per finanziare l’aggiornamento delle telecamere in città, utilizzando magari progetti di finanza con il coinvolgimento di privati. Come nel caso della litoranea.

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