CronacaPolitica

Battipaglia: bufera nel centrosinistra, nei Dem si apre il processo a Lanaro

BATTIPAGLIA. Tensione nel centrosinistra e poca voglia di commentare il passato politico del candidato sindaco Enrico Lanaro. Nessuno, dal segretario provinciale del Pd Nicola Landolfi, a quello locale Davide Bruno, ha voluto giudicare il fatto che il noto veterinario fosse candidato, nel 2002, al consiglio comunale con Alleanza Nazionale, a sostegno del candidato sindaco Alfredo Liguori. Un’esperienza politica dell’allora 31enne Lanaro che il medesimo veterinario sembra non ricordare, proponendosi sin dall’inizio della campagna elettorale come la novità assoluta della politica battipagliese.

Anche gli alleati di allora, tra cui lo stesso Liguori, Gerardo Motta e Pino Cuozzo, per citarne alcuni, hanno ammesso di non avere memoria del passato di Lanaro in An (all’epoca, il veterinario ottenne 18 voti). Allo stesso modo, i candidati sconfitti alle primarie proprio da Lanaro non hanno rilasciato alcun commento. In particolare, Pietro Ciotti – oggi candidato di una coalizione civica dopo aver preso le distanze dal veterinario – ha preferito glissare sull’argomento. Se dai canali ufficiali non si registra alcun commento, le indiscrezioni parlano di una giornata di ieri assai convulsa nel gruppo di Lanaro. Stando alle voci che giungono dal quartier generale del candidato sindaco del centrosinistra, ci sarebbero stati degli scambi verbali molto forti all’interno dello staff organizzativo.

Alcuni sostenitori di Lanaro avrebbero accusato i colleghi di non sapere assolutamente nulla del suo passato. Pur essendo tutti a conoscenza dell’estrazione del veterinario, che non ha mai nascosto la sua preferenza per il vessillo della destra, nessuno immaginava ci fosse stato un impegno diretto in politica e, addirittura, da candidato. Al fianco, tra l’altro, di quel Liguori che da luglio tesse le fila della campagna elettorale di Lanaro, salvo poi – come raccontano i ben informati – essere allontanato dal veterinario per questioni di opportunità politica. Non prima, però, di aver ottenuto dall’ex sindaco un cospicuo aiuto, in termini di voti, alle scorse primarie.

Tra Lanaro e Liguori sarebbe nato un battibecco circa il rifiuto, da parte del candidato sindaco, di proporre all’interno delle sue liste, come aspiranti consiglieri, dei membri di spicco dell’amministrazione Santomauro. E Liguori, dopo il turbolento addio a Lanaro, pare sia andato a far compagnia a Gerardo Motta. Nel Pd e nel gruppo di Lanaro si respira un’aria pesante. Diversi sostenitori avrebbero criticato il veterinario di aver nascosto la candidatura in An, al punto da presentarsi come un “uomo nuovo lontano dall’archeologia dei partiti” e “civico”. Arrivando ad affermare che «pazzo è chi ritiene che la svolta possa essere nelle mani di coloro che hanno già svenduto il futuro, e mi riferisco ai candidati provenienti dalla vecchia guardia». Dichiarazioni che oggi stridono di fronte al dissotterrato passato politico di Lanaro.

Nel Pd è scattato l’allarme. I vertici del partito avrebbero avviato delle verifiche presso gli uffici elettorali del Comune per avere la certezza della candidatura di Lanaro nel 2002 con An. E, una volta terminate le dovute verifiche, il Pd potrebbe anche decidere di ritirare il proprio appoggio a Lanaro. Non tanto perché il veterinario, 14 anni fa, sia stato candidato al consiglio col centrodestra, ma per aver omesso tale particolare sin dall’inizio della sua campagna elettorale.

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