Politica

Battipaglia, consiglio da sciogliere: tutti contro Motta

BATTIPAGLIA. La richiesta di scioglimento del Consiglio comunale presentata al Tar da una parte dell’opposizione per la mancata costituzione delle commissioni consiliari permanenti come prevede lo statuto – ossia nella prima seduta utile successiva all’approvazione degli indirizzi programmatici – fa tremare Palazzo di Città. Ieri mattina il presidente dell’assise, Franco Falcone, ha convocato una seduta di Consiglio comunale con un solo punto all’ordine del giorno: il regolamento sul funzionamento delle commissioni consiliari permanenti. L’assise si riunirà alle 19,30 di mercoledì 7 settembre, in prima convocazione, ed eventualmente alla stessa ora di venerdì 9 settembre per la seconda convocazione. Nel frattempo, non mancano le repliche e gli attestati di vicinanza all’amministrazione comunale.

Anche da chi nel recente passato è stato al fianco, personalmente e politicamente, di Gerardo Motta, uno dei firmatari – insieme con Renato Vicinanza, Enrico Lanaro e Luisa Liguori – del ricorso al Tar. È il caso dell’onorevole Edmondo Cirielli, che in una nota firmata anche dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alberico Gambino, dal coordinatore regionale dello stesso partito, Antonio Iannone, e dal provinciale, Michele Cuozzo, dichiara : «Il becero tentativo dei consiglieri di opposizione a Battipaglia di sovvertire il voto popolare non sorprende e conferma, se ancora fosse necessario, quanto poco tali personaggi amino la propria città e siano spinti solo dal desiderio di vendetta per la cocente sconfitta elettorale. Un’opposizione seria e leale nei confronti dei cittadini dovrebbe portare proposte e contributi per la crescita del territorio, non appellarsi a presunte violazioni formali circa la convocazione del primo consiglio comunale, per far commissariare nuovamente la città. In questo momento emerge solo odio, tracotanza, ostilità. Battipaglia ha finalmente una maggioranza coesa, una squadra di persone perbene che hanno a cuore il futuro della città e che certo non si lasceranno intimorire da questi personaggi, che dimostrano di non aver ancora digerito la sconfitta».

Dello stesso avviso il direttivo cittadino di Forza Italia: «Non c’è nessun senso politico in questo atto – afferma il coordinatore Giuseppe Provenza – non è fatto per il bene della città. Uno stonato leit motiv quello di ripetere che il tutto è fatto in nome della giustizia e per l’osservanza delle regole. Quest’amministrazione rispetta le regole e sta cercando di rimettere in sesto una situazione disastrata ed ereditata. Non siamo qui per addossare le colpe, siamo qui per lavorare. L’opposizione sconfitta si sente tradita perché non è stata scelta e ci colpisce tutti auspicando il commissariamento». Il movimento civico Etica entra nel merito della questione e fa sapere che «il consiglio appena insediato, lo scorso 3 agosto è stato chiamato ad assolvere a un obbligo di legge: il riequilibrio di bilancio, per il quale era già pervenuta apposita diffida da parte della Prefettura di Salerno e la cui mancata adozione comporta lo scioglimento. Quel Consiglio comunale era stato regolarmente convocato, gli atti erano stati depositati.

Non essendo ancora istituite le commissioni la questione era stata discussa nella conferenza dei capigruppo. Un allungamento dei tempi in attesa dell’istituzione delle commissioni e della discussione al suo interno avrebbe comportato lo scioglimento del consiglio. Inoltre, il segretario generale, appositamente interpellato in aula consiliare, ha ritenuto valida la attività del Consiglio. Da nessuna parte si legge cosa accade se il consiglio non nomina subito le commissioni, quindi quel termine non assume carattere perentorio».

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