Battipaglia, ex De Amicis: l’amministrazione Liguori si difende

BATTIPAGLIA. Con la riapertura dell’edificio che una volta ospitava l’istituto scolastico “De Amicis”, si riaccendono le polemiche attorno alla scelta, da molti criticata, di chiudere l’edificio poiché ritenuto inagibile, dodici anni or sono. A difesa dell’allora sindaco Alfredo Liguori, è intervenuto Gianluca Barile, che al tempo faceva parte dello staff del sindaco e ne è […]

BATTIPAGLIA. Con la riapertura dell’edificio che una volta ospitava l’istituto scolastico “De Amicis”, si riaccendono le polemiche attorno alla scelta, da molti criticata, di chiudere l’edificio poiché ritenuto inagibile, dodici anni or sono. A difesa dell’allora sindaco Alfredo Liguori, è intervenuto Gianluca Barile, che al tempo faceva parte dello staff del sindaco e ne è stato portavoce dal 2002 al 2006.

Perché fu chiusa la “De Amicis”?

Barile ripercorre le considerazioni che al tempo portarono ala decisione di chiudere la scuola: «Quando nel 2002 si avvertì anche a Battipaglia lo sciame sismico che colpì San Giuliano di Puglia con le conseguenze che, purtroppo, tutti conosciamo, il sindaco Alfredo Liguori ritenne non solo opportuno, ma doveroso ordinare all’Ufficio Tecnico Comunale, di verificare la perfetta agibilità dei numerosi istituti scolastici presenti in città», racconta Barile. Per la “De Amicis” «vennero verificati gravi danni di staticità che, in caso di terremoto, avrebbero messo a serio rischio la tenuta dell’edificio, con conseguenti concreti pericoli per l’incolumità degli alunni, dei docenti e del personale amministrativo».
E non fu solo l’Ufficio Tecnico a verificare l’inagibilità della scuola«costruita negli anni ’50, quando ancora non esistevano le leggi anti-sismiche in edilizia», e venne anzi certificata dai Vigili del Fuoco e dalla “Ediltest”, «una delle principali Società del settore, che dopo aver simulato, con proprie apparecchiature, scosse di terremoto a carico dell’Istituto, ne attestò a sua volta la sua inagibilità».

L’edificio aveva dato segni di cedimento

«Bisogna ricordare – continua Barile – che proprio in quegli anni, la Protezione Civile Nazionale, aveva comunicato all’Amministrazione Comunale che il livello di rischio di terremoto per la Città di Battipaglia, era passato dal livello III al livello II, ovvero era aumentato il pericolo di sisma di grossa intensità. Basti pensare che il solo sciame sismico proveniente da San Giuliano di Puglia, provocò la caduta copiosa di calcinacci all’interno della “De Amicis”.  Solo l’assenza degli alunni e del personale docente e amministrativo, evitò, in quei giorni, gravi conseguenze».

La “De Amicis” non sarà mai più una scuola

«Questa è la realtà dei fatti, riportata nero su bianco su tutti i documenti ufficiali depositati in Comune, che ogni Cittadino può richiedere presso gli Uffici competenti.
D’altronde, la stessa Commissione Straordinaria che guida attualmente il Comune di Battipaglia, in questi giorni ha sì consentito l’apertura del piano terra della “De Amicis” per alcune iniziative natalizie, ma non ha mai parlato di idoneità dell’Edificio ad ospitare nuovamente gli alunni per le lezioni. La medesima Commissione Straordinaria, infatti, sa che la “De Amicis”, nelle sue condizioni, non potrà mai tornare ad essere una Scuola. Questa è la verità storica. Chi invece strumentalizza questa vicenda dopo ben dodici anni, parlando di negligenza o malafede del Sindaco Liguori, farebbe bene a riconoscere all’ex primo cittadino, il coraggio di aver preso una scelta così delicata, pur se forse impopolare agli occhi di qualcuno, per salvare delle vite umane. Questo era l’unico interesse del Sindaco Liguori e della sua Giuta!
Grazie a Dio, dal 2012 non ci sono stati terremoti di grossa entità a Battipaglia, ma se ve ne fossero stati con i bambini della “De Amicis” in classe, a quest’ora di cosa staremmo parlando? La risposta, pur nella sua drammaticità, è semplice: di una tragedia. Ad ogni buon conto, le polemiche di questi giorni, per quanto futili, infondate e strumentali, un risultato, auspicabile, lo potrebbero dare: la convocazione di un tavolo operativo da parte della Commissione Straordinaria, alla presenza dei Sindaci che si sono occupati della tematica, per discutere concretamente sul futuro della “De Amicis”», conclude Barile

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