Battipaglia, nel centrosinistra ora si litiga sui soldi

BATTIPAGLIA. Scontro sul riparto dei soldi incassati dal centrosinistra alle primarie dello scorso 6 marzo. Dalle consultazioni il Pd di Battipaglia ha ricavato 6.364 euro, di cui 5.364 euro dagli elettori (per votare bisognava sborsare almeno 1 euro) e mille anticipati da ciascun candidato per le spese (Enrico Lanaro, Pietro Ciotti, Nicola Oddati e Carmine Galdi, […]

BATTIPAGLIA. Scontro sul riparto dei soldi incassati dal centrosinistra alle primarie dello scorso 6 marzo. Dalle consultazioni il Pd di Battipaglia ha ricavato 6.364 euro, di cui 5.364 euro dagli elettori (per votare bisognava sborsare almeno 1 euro) e mille anticipati da ciascun candidato per le spese (Enrico Lanaro, Pietro Ciotti, Nicola Oddati e Carmine Galdi, così come Nicola Vitolo che si era ritirato, avevano consegnato 200 euro ciascuno). Da restituire alla suddivisione dell’incasso.

Ma la spartizione, trascorso un mese, non c’è stata. Il problema non è economico, ma politico. La segreteria cittadina del Pd, al momento dell’indizione delle primarie, aveva dimenticato di stabilire le regole per il riparto degli incassi. Trovandosi oggi in difficoltà, perché i vari candidati non hanno trovato un accordo sui metodi di suddivisione.

I 6.364 euro (5.364 di contributi e mille euro di anticipo) erano stati riconteggiati dal tesoriere nominato dalla coalizione, Giampaolo Lupo, responsabile di Idv. Al termine dei controlli, la palla (i soldi) era passata al tesoriere del Pd, Castaldi, che aveva provveduto ad accreditare la cifra sul conto corrente del Pd. Dall’incasso erano stati scorporati 1.165 di spese, tra schede elettorali (400 euro), ricevute (200 euro), tabulati (100 euro), affissioni (48 euro), fitto del centro sociale (150 euro), cd elettori (42,2 euro), cancelleria (42 euro), varie (42,8 euro), manifesti (140 euro).

Restano da ripartire tra i candidati ed i partiti della coalizione 5.199 euro, comprensivi dei 200 euro anticipati da ciascun candidato. Ed è su questa cifra che è sorto il problema. Le due soluzioni proposte alla coalizione non sono state gradite. La prima prevedeva, restituiti i 200 euro di anticipo, di assegnare cinquanta centesimi per ogni voto. In questo modo, a Lanaro sarebbero andati 1.119,5 euro, a Ciotti 642 euro, a Oddati 572,5 euro e a Galdi 315 euro. I restanti soldi (1.550 euro) sarebbero stati divisi tra i partiti che avevano proposto i candidati alle primarie (Pd con Ciotti e Oddati, Iniziativa Popolare con Galdi e Pro Sindaco con Lanaro), con una riserva di 100 euro per gli altri partiti della competizione.

La seconda soluzione, invece, prevedeva la concessione della metà dei soldi al vincitore Lanaro, con la suddivisione della restante parte tra gli altri candidati in proporzione ai voti ricevuti. Ora la coalizione cerca una terza strada. Una ripartizione da cui dovrebbe essere escluso Ciotti dopo la decisione di candidarsi da solo. «I soldi sono pronti da un mese, ma a nessuno piace il riparto – sbotta Davide Bruno, segretario cittadino Pd – dicessero i candidati che fare». «Il mio compito era di effettuare il conteggio – afferma il tesoriere Lupo – poi spetta alla politica il riparto. Forse i criteri dovevano essere decisi prima. Ora è scoppiata anche la grana Ciotti, che è uscito dalla coalizione. Tocca a Bruno decidere».

TAG