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Battipaglia, Pd: Bruno verso le dimissioni, venerdì il vertice

BATTIPAGLIA. Volano gli stracci nel Pd battipagliese. Dopo il magro bottino di voti ottenuto – 2.044 pari al 7,03% – per il partito è giunto il momento delle riflessioni. Che includono l’inciucio sul più che presunto appoggio di una parte del Pd al candidato sindaco Gerardo Motta e l’interminabile querelle sulle primarie. Inutile la difesa già avanzata sul fatto che sia il partito che ha preso più voti alle amministrative, considerato che il panorama elettorale ha visto in campo l’80% di liste civiche e che gli unici partiti erano, al di là del Pd, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Rivoluzione Cristiana e Noi con Salvini.

La caduta dei Dem

Rispetto alle amministrative del 2009, il Pd ha perso la bellezza di 3.600 voti. Nella giornata di venerdì, un summit al quale dovrebbero partecipare anche il segretario cittadino Davide Bruno e il provinciale Nicola Landolfi. Quest’ultimo sarà chiamato a interpretare un risultato imbarazzante anche a livello personale, ossia i 222 voti che lo collocano in quinta posizione all’interno di un raggruppamento, il Pd, in cui era presente come capolista. Davanti a Landolfi sono arrivati Egidio Mirra, Feliciana La Torre, Angela Ventriglia e Vincenzo Tancredi. Il segretario provinciale avrà anche l’occasione di spiegare il mancato supporto giunto da chi ha perso le primarie (Nicola Oddati, Carmine Galdi, Pietro Ciotti) e la presenza di schede che dimostrano il voto disgiunto tra lo stesso Landolfi, come candidato consigliere, e Motta come sindaco (invece di Enrico Lanaro che aveva il simbolo Pd).

Bruno verso le dimissioni

Davide Bruno dovrebbe presentare le proprie dimissioni dalla carica di segretario cittadino, aprendo le porte alla fase commissariale. Bruno, mai totalmente sostenuto dagli organi provinciali, ha cercato per mesi di rimettere in ordine i cocci del partito, ma ha dovuto assistere impotente agli inciuci e alle cene elettorali in cui si stabiliva l’appoggio di una fetta del Pd a Motta. L’ultimo sussulto di Bruno è stato nel report inviato un paio di settimane fa alla segreteria provinciale e al comitato di garanzia del Pd, in cui si elencavano gli iscritti che appoggiavano Motta e non Lanaro. Un documento neppure preso in considerazione dagli organi preposti.

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