Cronaca

Battipaglia, si taglia due dita e va in ospedale: “Nessuno mi visita perché sono positivo al Covid”

Odissea di un 30enne di Olevano sul Tusciano positivo al Covid. Dopo essersi tagliato due dita, l'uomo è alla ricerca di un medico

Odissea di un 30enne di Olevano sul Tusciano positivo al Covid. Dopo essersi tagliato due dita con una barra d’acciaio di una motosega, l’uomo è alla ricerca di un medico che possa visitarlo. “Nessuno mi visita”.

Si taglia due dita, ma è positivo al Covid: nessuno lo visita

Come riporta il quotidiano La Città, il protagonista del calvario è il 30enne Giovanni Beatrice. L’uomo, positivo al Covid, è stato accompagnato dalla sorella (negativa) all’ospedale di Battipaglia per essere visitato. Una volta giunti al Pronto Soccorso, attendono in auto e successivamente il 30enne viene collocato in una stanza per l’isolamento. Un’infermiera applica dei punti provvisori per poi essere visitato da un ortopedico. La visita non è mai stata fatta. Come dichiara il protagonista dell’odissea, il medico avrebbe solo ricevuto una foto della mano del paziente tramite WhatsApp.

L’attesa del trasferimento

Il 30enne attende sei ore per essere trasferito all’ospedale “San Giovanni Bosco di Napoli”. Dovrà andarci con i propri mezzi. Una volta giunto presso il nosocomio partenopeo, nessuno lo assiste. Il calvario perdura fin quando non viene “abbandonato” nel piazzale di un ospedale.

Dopo essere tornato ad Olevano e, poi, ancora a Battipaglia, il 30enne, alla disperata ricerca di qualcuno che lo curi, si affida allo zio che fa il medico a Cosenza: «M’ha detto “vieni qui, che ti controllo io”, ma non può essere così. Non dev’essere così. Siamo positivi al Covid, e chi non muore per il virus rischia di perdere la vita perché i medici ci abbandonano, perché il Paese ci ha abbandonati».

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