CronacaInchiesta

Battipaglia: prorogato lo scioglimento del Consiglio comunale

BATTIPAGLIA. Ieri sera, il Consiglio dei Ministri, ha approvato la proroga dello scoglimento del Consiglio comunale di Battipaglia, con tale giustificazione: “le operazioni di risanamento delle istituzioni locali dove sono state riscontrate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata”.

La proposta è stata avanzata dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Per il responsabile del Viminale, dunque, non sono ancora mature le condizioni perché possa dirsi completata l’opera della commissione nominata il 7 aprile dello scorso anno.

Lo scioglimento dell’organismo comunale era avvenuto già nel giugno del 2013 a seguito delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali, ma all’ordinario commissariamento dell’ente aveva fatto seguito la decisione di nominare una commissione a cui affidare l’incarico per 18 mesi non solo di portare avanti l’ordinaria amministrazione ma anche di porre rimedio alle “forme di ingerenza della criminalità organizzata” che avevano “esposto l’ente locale a pressanti condizionamenti compromettendo il buon andamento e l’imparzialità dell’attività comunale”.

Con lo stesso decreto firmato ad aprile 2014 dal Capo dello Stato, sono stati nominati come componenti della commissione straordinaria i viceprefetto Gerlando Iorio e Ada Ferrara, e il funzionario economico finanziario Carlo Picone. A dare il via all’iter che ha portato allo scioglimento per infiltrazioni camorristiche del Consiglio comunale di Battipaglia sono state le risultanze dell’inchiesta condotta dalla Procura antimafia di Salerno, culminata l’8 maggio 2013 con l’arresto del sindaco, Giovanni Santomauro, finito ai domiciliari.

Gli investigatori portarono alla luce un intreccio di interessi tra il mondo della politica, quello degli affari e la criminalità organizzata. Ipotizzati, nell’ambito dell’inchiesta, pesanti condizionamenti sull’attività amministrativa.
Ma quella che ha visto coinvolto l’ex sindaco Santomauro, che prima del ruolo politico aveva ricoperto quello di segretario generale nello stesso Comune di Battipaglia, non è l’unica inchiesta nella quale si parla di rapporti ambigui tra amministratori locali e ambienti malavitosi. È di pochi giorni fa l’atto formale di conclusione delle indagini che hanno riguardato un ex consigliere comunale, Orlando Pastina.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia finite nel fascicolo aperto dalla Dda, parlando di ronde per i manifesti elettorali, minacce ai vigili urbani e appalti sospetti. Tra gli episodi raccontati dai “pentiti” al magistrato Rosa Volpe ve ne sono alcuni che riguardano le ultime comunali del 2009, le ultime che si sono svolte a Battipaglia.

Paolo Pastina (ritenuto al vertice del clan Sant’Anna) avrebbe estorto voti per il padre Orlando. Nella sua ricostruzione, Gianluca Citarelli ha parlato anche di pestaggi per il monopolio delle affissione dei manifesti elettorali. «Facevamo i turni di ronda – ha spiegato – inizialmente ci limitavamo a togliere i manifesti dei candidati che non erano nostri, poi abbiamo iniziato a picchiare chi li attaccava».

(Fonte: La Città)

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