Battipaglia, salvataggio Alba: la proposta dei sindacati

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I sindacati hanno presentato la loro proposta di salvataggio per l'azienda Alba di Battipaglia, la partecipata comunale sull'orlo del fallimento

«Il risanamento della società è un obiettivo perseguibile entro una tempistica breve, senza ledere diritti economici e normativi acquisti dalle maestranze e non negoziabili». Con questa introduzione, venerdì scorso, i sindacati hanno presentato la loro proposta di salvataggio per Alba, la partecipata comunale sull’orlo del fallimento.

Salvataggio Alba

Sono tre le «leve», come le hanno definite i sindacati nella lettera indirizzata al sindaco Francese e all’amministratore della società Palmerino Belardo, su cui si potrebbe agire:

  • abbattimento del costo del lavoro
  • nuova organizzazione del lavoro
  • potenziamento di servizio e organici

Il primo aspetto su cui i sindacati hanno posto l’accento è il personale che accederà alla pensione. Nello studio commissionato dall’Ente, lo studio Pozzoli ha calcolato il costo del lavoro sulla base di undici pensionamenti stimati per il 2019. Un dato contestato dai lavoratori, perché gli addetti del settore igiene interessati dal pensionamento nel 2019 saranno ben sedici.

Il costo del personale per il 2019 sarà di poco più di 5 milioni di euro, con uno scarto rispetto a quanto calcolato da Pozzoli di 321.554 euro. Per far fronte all’emorragia di personale, e non mandare in crisi il settore igiene, i sindacati suggeriscono l’assunzione di dieci nuove unità. Suggerite due forme agevolate: l’incentivo Occupazione Neet 2018-2019, che offre sgravi contributivi a beneficio del datore di lavoro, e l’incentivo Occupazione Sviluppo Sud, che offre la copertura contributiva fino a 8.060 euro.

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