Cronaca

Battipaglia: sarà demolita la struttura esterna del Catino Caffè

BATTIPAGLIA. Sarà demolita la struttura esterna, coperta dal tendone parasole all’ingresso e sui lati, del Catino Caffè di via Clarizia. A seguito del diniego della richiesta di sanatoria presentata dal titolare della società “Il Chiosco srl”, Antonio Catino, il Comune aveva ordinato la demolizione della struttura abusiva ed il ripristino dello stato dei luoghi. Non avendo ottemperato la società a tale richiesta, l’ente ha avviato l’iter burocratico per la demolizione in danno. L’abbattimento sarà effettuato dal personale dell’azienda municipalizzata Alba srl, ad un costo di 3mila euro oltre Iva per il Comune. Che sarà successivamente addebitato alla stessa società.

Le opere oggetto di demolizione sono quelle installate in area pubblica, in aderenza e frontalmente all’ingresso del bar. Consistono in una struttura metallica di sostegno di una tenda parasole di forma pentagonale, realizzata con tubolari in ferro lungo il perimetro esterno e con un puntone al centro. Tale struttura occupa una superficie di 84 metri quadrati, di cui 11 ricadono nello spazio del chiosco.

Dopo la rimozione dell’opera abusiva, compresi infissi laterali di chiusura e pannelli perimetrali, sarà ripristinata la pavimentazione nella parte occupata dagli elementi strutturali. La struttura è stata realizzata in assenza di permesso di costruire e solo successivamente la società “Il Chiosco srl” aveva cercato di ottenere una sanatoria. Non concessa dall’ente al termine di una lunga battaglia giudiziaria.

Lo scorso 15 gennaio, la Polizia municipale aveva constatato che l’ingiunzione di demolizione non aveva avuto esecuzione. La commissione straordinaria ha firmato la necessaria autorizzazione lo scorso 17 marzo. L’abbattimento sarà effettuato nei prossimi giorni. Al fine di provvedere alla demolizione, il Comune utilizzerà una parte dei fondi concessi appositamente per l’abbattimento delle costruzioni abusive dalla Cassa Depositi e Prestiti (autorizzazione del Dl 259 del 2003). Il capitale anticipato, unitamente alle spese di gestione del fondo (0,1% annuo sul capitale erogato), dovrà essere restituito dal Comune entro cinque anni, utilizzando le somme riscosse a carico degli esecutori degli abusi (modalità e condizioni sono stabilite dal decreto interministeriale 23 aprile 2004).

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