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Battipaglia, sport a sbafo. L'ira della Francese: «Pagate o andate via»

BATTIPAGLIA. Pagare gli arretrati per ottenere un rinnovo della concessione oppure consegnare le chiavi, andando comunque incontro a una procedura coattiva per la riscossione dei canoni accumulati: è questo il bivio di fronte al quale si trovano i gestori delle strutture sportive comunali.

Nell’ottica del ripristino della legalità, portando avanti l’opera avviata nei mesi scorsi dalla commissione straordinaria, la sindaca Cecilia Francese vuole risolvere in maniera definitiva la questione delle palestre e dei palazzetti di proprietà dell’ente, ma gestiti da privati.

Il “buco” nei bilanci

Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti, in particolare, il palazzetto Schiavo di via Rosa Jemma, il bocciodromo di via Adige, la palestra “Don Puglisi” del quartiere Belvedere ed il palazzetto “Zauli” di via Don Minzoni. Stando alla relazione stilata mesi fa dalla dirigente delle politiche sociali, Anna Pannullo, il Comune avrebbe dovuto incassare nel 2015 la cifra di 29.749,92 euro per canoni di locazione di strutture sportive. Cifre comunque basse rispetto al valore di mercato delle strutture comunali. A ogni modo, risultano incassati solo 600 euro dall’associazione Pugilistica Battipagliese che gestisce una delle palestre allo stadio “Pastena”.

Tutti gli altri avrebbero dimenticato di corrispondere al Comune la cifra dovuta. In soldoni, l’evasione per le strutture sportive comunali tocca la quota record del 98%. Senza dimenticare i numerosi contratti scaduti che la sindaca Francese è disposta a rinnovare solo al momento del pagamento dei canoni arretrati da parte dei gestori degli impianti. In caso contrario, dopo la doverosa consegna delle chiavi, le strutture sarebbero oggetto di un bando a evidenza pubblica per individuare i nuovi conduttori.

Il dossier Pannullo

Per quanto riguarda il bocciodromo, la convenzione con la società bocciofila comunale battipagliese è scaduta il 23 gennaio 2013. La convenzione, sottoscritta nel 2004, è stata prorogata per due volte, nel 2009 e nel 2012. La società dovrebbe versare 2.400 euro l’anno. Nel 2015, al Comune non è arrivato neanche un euro. La palestra “Don Puglisi” è utilizzata dall’Asd Volley Club Battipaglia ad un canone annuo di 6.500 euro. Soldi che il Comune non ha visto nel 2015, stando alla relazione Pannullo. D’altra parte, la convenzione è scaduta il 12 luglio 2015. Stesso discorso per il palazzetto “Zauli”. La convenzione tra il Comune e l’Asd Crazy Ghost, stipulata nel febbraio 2012 con decorrenza dal luglio 2010, è scaduta il 12 luglio 2015. E lo scorso anno nelle casse comunali non è entrato un centesimo dei 6.100 euro concordati.

La vicenda del palazzetto “Schiavo”, infine, ha dell’incredibile. Inaugurato nel 2011 dopo essere stato, per decenni, una delle opere incompiute più note in Italia, è stato gestito fino al dicembre 2014 dall’Asd Ciclolonga Eventi e Intrattenimenti. L’associazione avrebbe dovuto corrispondere annualmente al Comune la cifra di 20mila euro, oltre al 35% sugli introiti della pubblicità. Condizionale d’obbligo, giacché la convenzione era stata risolta per morosità. Da allora la palestra è gestita dall’Asd Tusciania che, dopo aver ottenuto uno sconto del canone annuo da 20mila a 12mila euro, non ha versato niente nel 2015. La convenzione è scaduta il 15 dicembre scorso. La sindaca Francese ha convocato a tutti i responsabili delle associazioni. Qualcuno di loro si è presentato per trovare un accordo e prorogare la concessioni. Altri, invece, sembrano preferire percorsi diversi, ignorando l’ultimatum.

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