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Battipaglia, verdetto Antimafia: i dettagli delle condanne e delle pendenze

BATTIPAGLIA. Su 14 impresentabili in tutta Italia, la metà sono a Battipaglia: un record. Nessun esponente di partito, ma tutti in liste civiche. Tre di loro sono nelle liste del candidato sindaco Gerardo Motta: l’imprenditore Lucio Carrara (lista Battipaglia con Cuore), il panettiere Francesco Procida (Speranza per Battipaglia), il carrozziere Bartolomeo D’Apuzzo (Battipaglia a Testa Alta). Gli altri tirati in ballo sono l’operaio Demetrio Landi con Moderati per Battipaglia (candidato sindaco Enrico Lanaro), l’imprenditore Daniela Minniti nella lista Battipaglia Popolare (candidato sindaco Vincenzo Inverso), il macellaio Carmine Fasano di Azione Civica (candidato sindaco Ugo Tozzi) e Giuseppe Del Percio, operatore della ristorazione nella lista La Città che Verrà con il candidato sindaco Pietro Ciotti.

Tutti hanno presentato autocertificazioni false sui carichi pendenti e al casellario giudiziale. Tra i sette impresentabili battipagliesi, si legge nel testo della relazione, si segnalano tre candidati condannati per reati legati a traffico e cessione di sostanze stupefacenti, due per bancarotta fraudolenta, uno per riciclaggio e uno per rapina. Fasano, Carrara, Procida, D’Apuzzo, Landi e Minniti sono incandidabili per false comunicazioni. Del Percio, invece, è candidabile, ma se eletto potrebbe essere sospeso ai sensi della legge Severino.

Nel dettaglio, si apprende dalla relazione che Fasano è stato condannato in via definitiva, con sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti, per cessione illecita di stupefacenti, ad un anno di reclusione e tremila euro di multa. La Minniti è stata condannata per bancarotta fraudolenta a due anni di reclusione. Carrara risulta condannato in via definitiva, con sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti, per bancarotta fraudolenta continuata ed aggravata a due anni di reclusione (pena rideterminata includendo la precedente condanna per il medesimo reato). Procida è stato condannato in via definitiva per il delitto di riciclaggio alla pena di due anni e nove mesi di reclusione ed euro 1.450 di multa. Per Procida, vista la condanna, sussiste anche la condizione ostativa prevista dal Codice di autoregolamentazione della commissione Antimafia.

D’Apuzzo, dopo un patteggiamento per rapina, è stato condannato in via definitiva per cessione illecita di stupefacenti ad un anno e due mesi di reclusione, oltre a tremila euro di multa. Landi è stato condannato in via definitiva per cessione illecita di stupefacenti a un anno e sei mesi di reclusione, oltre a quattromila euro di multa. Nella medesima sentenza, Landi è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione, in via definitiva, per violazione di domicilio, lesioni dolose e tentata violenza privata. Del Percio è stato condannato in primo grado, per violazione delle norme sugli stupefacenti, a 10 mesi di reclusione e tremila euro di multa. Sulla condanna pende appello. Tuttavia, se eletto, Del Percio andrebbe sospeso di diritto ai sensi della legge Severino. Inoltre, uno di loro è stato condannato a otto mesi di reclusione per abuso d’ufficio e rilevazione di segreto d’ufficio. Sentenza confermata in appello e Cassazione, ma solo per le statuizioni civili, essendosi frattanto prescritto il reato.

Verdetto Antimafia

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