Politica

Battipaglia, Zara e Lanaro sul palco

BATTIPAGLIA. Non è più uno scricchiolio, ma neppure una porta chiusa in faccia. La frattura in seno alla coalizione di maggioranza, però, è del tutto tangibile. L’ha fatto capire ieri sera Fernando Zara, responsabile di Rivoluzione Cristiana, che ha tenuto un comizio in piazza della Repubblica. Al suo fianco l’ex candidato sindaco Enrico Lanaro, l’ex candidato consigliere (con Gerardo Motta) Romeo Leo ed Eustachio Ricciardiello, ex assessore al bilancio a Montecorvino Rovella. Prevista anche la presenza di Carmine Pagano, che ha dovuto dare forfait per impegni professionali.

Zara ha voluto fornire una prova di forza a una coalizione che, a suo dire, non avrebbe apprezzato del tutto l’apporto in campagna elettorale di Rivoluzione Cristiana. In soldoni, finora il partito ha ricevuto pochi incarichi di governo e Zara non ha avuto l’ambita presidenza di Alba Ecologia. Ma il comizio è servito anche per rafforzare le ambizioni dello stesso Zara in vista delle politiche, che potrebbero condizionare anche il quadro del consiglio comunale. «Riprendo l’attività politica – ha esordito Zara – non bisogna confondere la politica amministrativa e il resto. L’amministrazione non è al centro del mondo. Chi contesta che Lanaro sia salito sul palco con me, lo prendo a calci. Abbiamo fatto una riflessione. Le tasse comunali devono essere ridotte del 20 per cento. A esempio, si spendono più di 3mila euro per tumulare una salma. Per me è usura. Vogliamo che la trasparenza sia rispettata, quindi chiediamo che gli assessori presentino i curricula e rinuncino allo stipendio. Lanaro deve restare dove sta, ma il nostro è un percorso. Io costruisco un partito per essere presente al livello nazionale. La campagna elettorale è finita. Se a qualcuno questo dà fastidio, lo dica. Dobbiamo dare un segnale di vita, è un segnale che la politica o vive in questa città o questa città muore. La politica non la faccio solo io».

Lanaro ha aggiunto che «non faccio parte di questa componente. Osservo. Zara mi ha chiesto di essere presente. È un’apertura della maggioranza verso la minoranza, non c’è nessuna crisi. Non escludo di entrarci, se diventa un partito con gli attributi. Al momento sono all’opposizione e non c’è nessuna mia adesione a Rivoluzione Cristiana. Rispondo a chi ha fatto qualche battuta, pensando che fossi schizofrenico. Avevo scelto un sindaco perché mi aveva promesso un governo tecnico. Per il futuro di Battipaglia serve una politica aggressiva per grandi progetti». «Non vogliamo attaccare l’amministrazione – ha detto Leo – ma gli impegni presi vanno rispettati. Il centrodestra in campagna elettorale si è diviso, ma ora che è unito, io sono qua»

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