Bimbo cilentano nelle Filippine: non può tornare in Italia per curarsi

infermiera

Il bimbo malato che vive nelle Filippine non può ancora giungere a Roma per l'operazione: ancora in stand-by il passaporto italiano.

Ha soli otto mesi ed è affetto da una cardiopatia causata da una stenosi ventricolare che provoca ipertrofia del ventricolo sinistro. È la storia di un bimbo nato nelle Filippine da papà italiano e mamma filippina.

Il piccolo ha urgente bisogno di sottoporsi ad un’operazione a Roma ma non riesce a tornare in Italia. Il papà del piccolo, Renato Maffia, 51 anni, è un ricercatore universitario della Cosmopolitan University e vive tra Serramezzana, suo paese d’origine nel Cilento, Roma e Manila dove ci sono la moglie, Annalisa Natad e il figlio.

Natad quando ha scoperto di essere incinta ha deciso di vivere nelle Filippine con la sua famiglia ma ora devono andare a Roma dove il piccolo deve sottoporsi ad un intervento chirurgico all’ospedale Bambin Gesù. Subito dopo la prenotazione dell’operazione i genitori del bimbo si sono adoperati per chiedere il passaporto. Ma mentre quello filippino è già pronto, quello italiano ancora deve arrivare, nonostante siano passate diverse settimane.

«I medici hanno detto che l’intervento va fatto subito – ha detto il padre del bambino, Renato Maffia, al quotidiano “la Città” – peccato che le istituzioni italiane non capiscano bene il concetto di urgenza».

TAG