Cronaca

Bimbo urta contro il sellino della bici e perde un testicolo. Medico a giudizio

Bimbo urta contro il sellino della bici e perde un testicolo. Medico a giudizio perché avrebbe sottovalutato l’incidente. Il professionista dovrà difendersi dall’accusa di lesioni personali colpose aggravate. Il medico è L. S., 49enne professionista in servizio all’ospedale di Nocera Inferiore.

L’incidente e l’asportazione del testicolo

Il processo inizierà il 13 febbraio 2019. Secondo le accuse, avrebbe causato la compromissione della funzionalità del testicolo di un bambino, suo paziente, con una condotta omissiva, caratterizzata da imprudenza, imperizia e negligenza.

Era il 17 giugno 2011, data dell’episodio, quando il bambino originario di Nocera Superiore fu visitato al pronto soccorso per una tumefazione ad un testicolo: in particolare, il medico avrebbe omesso una ulteriore, necessaria visita specialistica, procurando un grave danno al paziente, con la compromissione e la successiva asportazione dell’organo.

Medico denunciato dalla madre

Il medico fu denunciato alla Procura dalla madre del ragazzino, allora minorenne: l’incidente, con l’urto del testicolo contro il sellino della bicicletta, avvenne in mattinata, con il dolore e le condizioni del ragazzo che andarono peggiorando.

Di sera la donna accompagnò suo figlio in ospedale, alle ventidue e trenta circa, con una visita al pronto soccorso e la successiva ecografia. A quel punto, il responsabile della visita diagnosticò la contusione, spiegando che il dolore incessante era normale e non servivano prescrizioni particolari.

Di notte il dolore aumentò ancora, e il testicolo si ingrossò assumendo una colorazione violacea. «Il dolore persiste perché il mio collega non vi ha dato l’antidolorifico », spiegò il secondo medico, aggiungendo che l’urologo non c’era e che il paziente era già stato visitato.

«Prendetene uno per un paio di giorni e non vi preoccupate», disse. La notte successiva, la seconda dopo l’episodio iniziale, le condizioni del bambino peggiorarono, con febbre alta e dolore in aumento. La mattina del 19, ancora una volta, la donna riaccompagnò il figlio al pronto soccorso, con una ecografia ad individuare in problema: il successivo intervento chirurgico si concluse con l’asportazione. Probabilmente era trascorso troppo tempo dall’urto e dalla tumefazione.

La madre del ragazzino denunciò i fatti alla Procura. L’iter giudiziario, dopo la conclusione delle indagini preliminari, è arrivato al rinvio a giudizio, con il medico chiamato a rispondere di condotta colposa, con omissioni nel protocollo previsto, nell’esercizio delle sue funzioni professionali.


Fonte: la città

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