Biomasse, M5S: no centrale a Capaccio

CAPACCIO. Nonostante il parere negativo dell’Azienda sanitaria di Salerno, l’8 gennaio scorso, il Consiglio dei ministri ha deliberato l’approvazione del progetto di un impianto a biomasse da realizzare nel comune di Capaccio-Paestum in provincia di Salerno. Per verificare se la decisione del governo Renzi rispetta le norme europee in materia ambientale, i portavoce del M5S […]

CAPACCIO. Nonostante il parere negativo dell’Azienda sanitaria di Salerno, l’8 gennaio scorso, il Consiglio dei ministri ha deliberato l’approvazione del progetto di un impianto a biomasse da realizzare nel comune di Capaccio-Paestum in provincia di Salerno.

Per verificare se la decisione del governo Renzi rispetta le norme europee in materia ambientale, i portavoce del M5S Europa, Piernicola Pedicini e Isabella Adinolfi, su segnalazione del portavoce del M5S Campania, Michele Cammarano, hanno presentato un’interrogazione alla Commissione Ue.

Le questioni principali che vengono poste nell’interrogazione riguardano due aspetti: perché il progetto non è stato sottoposto alla valutazione d’impatto ambientale (Via), nonostante l’Asl di Salerno, che è l’organo territoriale responsabile della tutela della salute, ha dato parere negativo, e perché non è stato considerato che la centrale a biomasse sarà realizzata nei pressi della foce del fiume Sele, in una riserva naturale dal grande valore paesaggistico a poca distanza dall’Oasi Wwf di Persano, nonché nei pressi dell’Area archeologica di Paestum (patrimonio Unesco), contigua al Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

“Con un mio ordine del giorno – sottolinea Cammarano – approvato all’unanimità dal Consiglio regionale della Campania ho impegnato la Giunta De Luca a intervenire  per impedire la costruzione della centrale a biomasse. Ordine del giorno che segue una interrogazione regionale a cui, ha fatto seguito anche un’interrogazione alla Commissione Ue.

“Non possiamo permettere – conclude Cammarano – che un’area paesaggistica, patrimonio mondiale dell’Umanità e Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, possa essere devastata dalla costruzione di un impianto a biomasse”.

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