Bomba al Roxy Bar di Scafati, due sospettati

Nell'atto, secondo gli inquirenti, ci sarebbe la mano della camorra.

SCAFATI. Ci sono due uomini sospettati per la bomba al Roxy Bar di Scafati, esplosa mercoledì sera. Nell’atto, secondo gli inquirenti, ci sarebbe la mano della camorra.

Un attentato che sarebbe stato organizzato nei minimi particolari. Da meno di un mese, il Roxy Bar è gestito da Vincenzo Buonocore. Il 19enne a Scafati è il nipote di Franchino Matrone, alias ‘a belva’, il boss di San Pietro ristretto al regime del 41bis al carcere di Opera a Milano.

Una gestione condivisa con la madre, Filomena Generali, figlia di Matrone, e Peppe Buonocore alias “Peppe Scafati”, uscito dal carcere lo scorso dicembre dopo una lunga detenzione.

Nomi e cognomi che hanno indotto gli investigatori a escludere immediatamente la pista del racket, vista la storia familiare dei soggetti coinvolti.

Tutti gli indizi raccolti, invece, riportano alla lotta per il predominio criminale sul territorio che, da mesi, è in atto a Scafati, attenzionata dalla Direzione investigativa Antimafia.

Da un lato ci sono i Matrone, appoggiati dai Cesarano di Ponte Persica, dall’altro i Loreto-Ridosso, decimati dalle ultime operazioni della Dda di Salerno.

Tasselli che, già da domani, potrebbero portare il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, seguito dal procuratore capo Antonio Centore, nelle mani di Vincenzo Montemurro, il Pm Antimafia che da oltre due anni indaga in città sul presunto patto tra politica, imprenditoria e camorra.

Fonte: la città

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