Cronaca

“Furbetti” della caccia nel Salernitano: blitz nella Piana del Sele

Caccia, controlli in provincia di Salerno: blitz tra Eboli e Battipaglia. Trovate numerose carcasse di tortore e colombacci

Proseguono i controlli sulla caccia in provincia di Salerno da parte del Nucleo Provinciale Guardie Venatorie Accademia Kronos e del Nucleo Provinciale ENPA finalizzati alla prevenzione e repressione degli illeciti in ambito venatorio.


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Caccia, controlli in provincia di Salerno

I controlli, iniziati alle prime luci dell’alba di domenica 25 settembre, hanno consentito controllare un vasto territorio tra i comuni di Eboli e Battipaglia, identificare numerose persone in esercizio di caccia ma, anche accertare che in diverse località della piana del Sele e della Riserva Foce Sele Tanagro, alcune persone incuranti delle limitazioni poste dal vigente Calendario ma, anche di quali specie si potessero cacciare, avevano abbattuto ed abbandonato sul terreno numerose carcasse di tortore e colombacci, abbattuto e ferito specie non cacciabili e specie protette incuranti di qualsiasi norma.

Gli agenti infatti in alcuni casi hanno accertato la presenza decine di resti di piume appartenenti a specie non cacciabili, probabilmente asportate al fine di occultare e non consentire il riconoscimento della specie di appartenenza, numerose carcasse di specie non cacciabili abbattute ed in parte dilaniate da spari a distanza ridotta, alcuni esemplari di gazza ferite, e la presenza di centinaia di cartucce esplose ed abbandonate all’interno di terreni in attualità di coltivazione. I controlli hanno consentito anche di verificare che i cani trasportati per l’attività venatoria fossero regolarmente provvisti di microchip e trasportati in condizioni idonee.


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Gli animali soccorsi

Al termine dei controlli gli esemplari recuperati dopo una prima visita medico veterinaria saranno trasportati al CRAS di Napoli. Nei prossimi giorni in collaborazione con militari dell’Arma dei Carabinieri, proseguiranno le attività di controllo diurne e notturne nelle aree più a rischio al fine di reprimere anche l’impiego illegale di richiami acustici.

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