Cronaca

Camorra nel salernitano: antimafia in azione contro “il clan Pignataro”

NOCERA INFERIORE. È a Nocera Inferiore che esisterebbe un’associazione di stampo mafioso legata al già noto alle forze dell’ordine Antonio Pignataro, noto per essere stato condannato per l’omicidio della piccola Simonetta Lamberti, figlia del giudice Alfonso, uccisa per errore il 29 maggio 1982.

È stata la Procura Antimafia, infatti, ad aver notificato giorni fa 10 avvisi conclusione indagine ad altrettante persone, con l’accusa di associazione di stampo camorristico.

Antimafia in azione contro “il clan Pignataro”: i dettagli

Provvedimenti che si collocano nel filone di indagini ribattezzato “Un’altra storia“, con l’accusa del 416 bis stralciata dal resto delle contestazioni, come lo scambio elettorale politico-mafioso, al vaglio da tempo del gip del tribunale di Salerno.

Un’accusa, va ricordato, caduta in sede di Riesame ma riproposta ora dalla Distrettuale Antimafia.

Gli indagati

Gli indagati sono:

  • Carmine Afeltra,
  • Carlo Bianco,
  • Antonio Cesarano,
  • Ciro Eboli,
  • Antonio Pignataro,
  • Guerino Prudente,
  • Domenico Orsini,
  • Rosario e Pasquale Avallone.

Per il sostituto Vincenzo Senatore, secondo quanto riporta il Mattino, Pignataro avrebbe promosso un’associazione criminale avvalendosi della forza di intimidazione e della condizione di omertà e assoggettamento per commettere una serie di reati come: punire il pestaggio del figlio, commettere atti ritorsivi verso alcuni collaboratori di giustizia, far desistere una famiglia dall’occupare un appartamento, un’episodio poi di violenza privata, una tentata estorsione e il concretizzare i suoi interessi in un progetto deliberato dalla giunta comunale

Scambio elettorale politico-mafioso

Ed è proprio tra gli indagati che figurano i nomi di un ex vicesindaco, un ex consigliere comunale ed un candidato al consiglio comunale durante le ultime elezioni.

Il gip dovrà, quindi, valutare per questi, insieme allo stesso Pignataro, il prossimo 3 aprile la richiesta di rinvio a giudizio della Procura per scambio elettorale politico-mafioso.

 

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