Capaccio: abusivismo, rinviati a giudizio il sindaco e la moglie

CAPACCIO PAESTUM. Stando a quanto afferma il quotidiano “La Città”, il primo cittadino capaccese Italo Voza, la moglie Maria Giuseppa Pisani e il responsabile dell’ufficio edilizia Vincenzo Criscuolo sono stati rinviati a giudizio e compariranno in aula nel prossimo mese di aprile. Il pm sostiene che si sarebbero accordati tra loro «affinché Criscuolo omettesse, in […]

CAPACCIO PAESTUM. Stando a quanto afferma il quotidiano “La Città”, il primo cittadino capaccese Italo Voza, la moglie Maria Giuseppa Pisani e il responsabile dell’ufficio edilizia Vincenzo Criscuolo sono stati rinviati a giudizio e compariranno in aula nel prossimo mese di aprile. Il pm sostiene che si sarebbero accordati tra loro «affinché Criscuolo omettesse, in violazione dei suoi doveri repressivi in funzione di antiabusivismo edilizio, di procedere all’esecuzione in danno dell’ordine di abbattimento del 20 settembre 2005 relativo a un fabbricato per civile abitazione edificato e, più volte, ampliato abusivamente, che insiste nell’area archeologica di Paestum, in via Nettuno 2, adibito ad abitazione e residenza familiare dai coniugi Voza-Pisani beneficiari e istigatore, che avevano lasciato inottemperato l’ordine entro l’originario termine di 90 giorni».

La Procura di Salerno ha accertato che l’inottemperanza dell’ordinanza di demolizione, avrebbe procurato «intenzionalmente al sindaco di Capaccio, che aveva nominato Criscuolo responsabile di settore con decreto sindacale del 22 agosto 2012 e alla moglie, un ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nella perpetuazione e progressivo consolidamento del possesso e del godimento del manufatto abusivo». All’interno dell’ordinanza del 2005, s’intimava, infatti, «la rimozione delle opere edili realizzate sull’immobile demaniale situato nell’area archeologica di Paestum».

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