Economia, Carlo Cottarelli: “La soluzione sta nel risolvere i sette peccati dell’Economia”

L'economista Carlo Cottarelli analizza spread e deficit pubblico in un convegno promosso dal Rotary Club Salerno Nord dei due Principati

“Non è addebitabile esclusivamente all’Euro o alla riforma Fornero la causa di tutti i mali della nostra economia”.

Ne è convinto Carlo Cottarelli, economista di lungo corso con un’importante esperienza in America ed al Fondo monetario internazionale in cui ha ricoperto varie mansioni e responsabilità tra cui Vicepresidente del Dipartimento europeo, membro del Dipartimento monetario e dei capitali ed altresì componente del Dipartimento strategia, politica e revisione.

Di revisione di spesa, l’economista cremonese ha avuto occasione di occuparsene anche in Italia: nel 2014 l’allora Presidente del Consiglio Enrico Letta lo chiama come Commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica e qualche mese dopo, al cambio di governo, e riceve la nomina dal Governo Renzi di Direttore del board del Fondo Monetario internazionale.

Il suo nome è recentemente balzato alle cronache durante la crisi istituzionale elettorale dello scorso maggio in cui Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo chiama, in seguito al mancato accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle di formare un esecutivo, a formare un governo tecnico provvisorio. Cottarelli, da Presidente del consiglio incaricato, avrebbe dovuto essere a capo di un governo che, anche se non avrebbe goduto di una fiducia nè alla Camera nè al Senato, avrebbe dovuto guidare il paese verso una stabilità ed occuparsi dei provvedimenti più urgenti.

Cottarelli accettò l’incarico con riserva ma il periodo di incertezza durò poco. Il precedente Presidente del Consiglio incarico incaricato Giuseppe Conte, “venutosi nuovamente a creare le condizioni per un governo politico”, riceve nuovamente l’incarico dal Capo dello Stato comportando la conseguente rinuncia dello stesso Cottarelli e dando vita all’attuale Governo Conte.

“È stato per me un grande onore al servizio del Paese anche se soltanto per qualche giorno (..). Ringrazio le persone rese disponibili per far parte di un eventuale governo tecnico (..) la formazione di un governo politico è di gran lunga la migliore soluzione per il paese anche perchè evita l’incertezza  che deriverebbe da nuove elezioni.

Esprimo, dunque, i miei  auguri di cuore di buon lavoro al Governo che mi spero possa essere formato al più presto.”. Così’ Cottarelli il 31 maggio 2018. Il Governo Conte avrebbe prestato giuramento il giorno dopo.

Dal settembre 2017 Cottarelli è professore associato di Fiscal macroeconomics presso l’Università Bocconi di Milano.

Carlo Cottarelli sta girando l’Italia per presentare il suo libro più recente, “i sette peccati capitali dell’economia italiana ” (Feltrinelli, 2018). Un libro in cui il professore analizza e discute , in chiave prettamente scientifica, gli errori che, a suo parere di esperto, sono stati commessi in questi anni e che sono causa di recessione e di debito oggi., riconosciuti, appunto, in sette peccati capitali quali la corruzione, l’eccessiva burocrazia, il divario tra Nord e Sud, la lentezza della giustizia, la corruzione, il crollo demografico, la difficoltà a condividere con l’euro.

La sua tournè letteraria ha toccato ieri Baronissi dove, ospite del Rotary Club Salerno Nord dei due Principati, il professore ha presentato il libro presso l’Hotel dei Principati dinanzi ai soci rotartiani. La Presidente del Club Sirella Renda, si è detta “onorata di ospitare una tale autorità nei nostri territori augurandosi che iniziative come queste tocchino la corde della cultura e della curiosità intellettuale dei partecipanti”.

A prendere parte alla tavola rotonda sono stati il Direttore provinciale dell’Inps Salerno Ciro Toma ed il Governatore del Distretto Rotary 2100 Salvatore Iovieno.

Il Rotary Club Salerno Nord dei due Principati, nell’organizzazione, ha potuto contare sull’effettiva collaborazione in interclub con il Rotary Club Nocera Inferiore Sarno (Presidente Antonio Bello), il Rotary Club Campagna Valle del Sele ( Vicepresidente Raffaele Viviani) ed Eboli (Gabriella Gallevi). Presenti all’iniziativa anche il Rotaract Campus Salerno dei due Principati ed il Rotaract Club Campagna.

Diversi gli argomenti toccati da Cottarelli durante la sua presentazione. Particolare rilievo ha avuto la dissertazione del controverso argomento economico, fiscale e politico della famigerata uscita dall’Eurozona, sbandierata per olto tempo dagli attuali partiti di maggioranza e mai effettuata se non addirittura smentita.

Carlo Cottarelli, inoltre, è stato relatore di un convegno all’Università degli studi di Salerno Il convegno si è tenuto questa mattina presso il Teatro d’Ateneo . Il convegno, moderato dal giornalista Alessandro Barbano, iha viasto protagonisti il dottor Raffaele Calabrò, Magnifico Rettore del Campus Bio-Medico di Roma, il dottor Elio Borgonovi, presidente del CeRGAS dell’Università Bocconi di Milano, il dottor Giovanni D’Angelo, Presidente dell’Ordine dei Medici di Salerno,  la professoressa Paola Adinolfi .

I saluti isttuzionali sono stato affidati al Magnifico Rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti ed il professor Vincenzo Loia, Direttore del Dipartimento di Scienze Aziendali.

Professore, la Sua esperienza al Fondo Monetario internazionale come l’hanno formata? Come si può definire l’era Strauss Kahn?

-Gli anni di STrauss Kahn sono stati gli anni della crisi economica globale. Il problema fondamentale, nel 2008 si poneva in una questione semplice: cosa avrebbe dovuto fare o dire l’FMI rispetto alla crisi.

Effettivamente il Fondo fece qualcosa che non aveva mai fatto: per la prima volta il Fondo monetario ha raccomandato ai propri membri di spendere più soldi pubblici e non era mai successo che l’FMi raccomandasse ai  un aumento del debito. Considerata, però, la situazione economica globale è stato fatto.

Io ho contribuito a spingere in quella direzione e credo  che in quelle circostanze sia stata la cosa più giusta da attuare: aumentare il deficit pubblico quando ci si trova in una crisi profonda.

Ovviamente questa decisione si attua se se lo si può permettere, vale a dire se si ha un debito non già troppo elevato.  Il problema dell’Italia, in questo momento, consiste nel fatto che si ha già un debito troppo elevato e quindi usare un maggiore deficit pubblico e spesa pubblica per sostenere economia può essere addirittura controproducente perchè fa aumentare lo spread.

Quali sarebbero le riforme culturali, scolastiche ed accademiche per tentare di ridurre il divario Nord-Sud?

Sarebbe molto importante nel Sud puntare a migliorare la qualità della pubblica istruzione perchè, inutile negarlo, la qualità della pubblica istruzione non è uguale in tutte le parti di Italia.

Ancora più importante in un investimento in infrastrutture sarebbe necessario un investimento in capitale umano nella pubblica istruzione.

Beppe Severgnini, in un’intervista del 2014, la definì “Un cremonese con una faccia americana o un americano con un accento cremonese”. Data la sua importante esperienza negli States, dove ha lasciato il suo cuore?

Io di americano ho quasi nulla. Anche quando stavo a Washington lavoravo per un’ organizzazione internazionale ma non mi sono  quasi mai integrato nella società americana  e ho sempre seguito gli sport italiani, (calcio e ciclismo), ho sempre seguito la musica italiana e letto giornali italiani.Non mi sono mai integrato negli Stati Uniti e per questo che sono tornato.

 

 

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