Cronaca

Castel San Giorgio, scorie di rifiuti nel terreno: l'ira del sindaco

CASTEL SAN GIORGIO. Si è arrivati ad oltre sei metri di profondità. E i rifiuti continuano ad affiorare. Il carotaggio effettuato ieri mattina ha purtroppo confermato che sotto il Passo dell’Orco, località Codola al confine tra Nocera Inferiore e Castel San Giorgio, sono stati interrati illegalmente rifiuti di cui ancora non se ne conosce la natura e la tossicità.

Come racconta il  quotidiano Il Mattino, i campioni prelevati dai tecnici della Snam, l’azienda che sta effettuando una variante al metanodotto che taglia la montagna sino ad arrivare a valle, saranno consegnati all’Agenzia regionale per l’ambiente. Le analisi consentiranno di capire con quali veleni bisogna confrontarsi. Il comandante della polizia municipale di Castel San Giorgio, Marco Inverso, ieri mattina era presente ai lavori di scavo.

Ha già informato la procura della Repubblica che ora attende una relazione non appena l’Arpac esaminerà i rifiuti. Sono state le pale meccaniche della Snam a portare allo scoperto l’immensa discarica sotterranea. Sembra una torta a strati, una striscia di terreno, poi una di rifiuti. E ancora, fino a raggiungere i sei metri di profondità.

Ma il timore che anche più giù sia nascosto materiale di scarto. Per raggiungere quella profondità il lavoro di interramento sarà durato anni. Certamente decenni. «Possibile ha esclamato il sindaco Paola Lanzara che nessuno abbia mai visto nulla?». Non è proprio così. Da anni si parla che nella zona pedemontana di questo pezzo di agro nocerino sarnese ci sono discariche disseminate tra campagna e collina.

Tre anni fa, nell’ambito del processo Chernobyl, il collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo disse che «il cimitero segreto delle scorie industriali è nell’agro nocerino sarnese nelle buche scavate lungo il tracciato di un metanodotto». E nelle viscere del Passo dell’Orco, oltre alla storica galleria ferroviaria costruita in epoca borbonica, c’è un metanodotto. L’area l’anno scorso fu sequestrata dalla procura.

I proprietari dei fondi, due agricoltori, furono denunciati. Per consentire i lavori di questi giorni c’è stato il dissequestro del solo tratto interessato alla variante del percorso originario. «Stiamo verificando ha detto il comandante Inverso – anche altre zone vicine, in particolare Selva Lavatoio, alla frazione Trivio». Qui, nel 2014, furono trovati dei bidoni con rifiuti tossici. «Siamo di fronte ha dichiarato l’assessore all’Ambiente, Francesco Spinelli ad una bomba ecologica e sanitaria che va disinnescata al più presto con un intervento di bonifica».

«Non appena avremo i dati sulla tossicità dei rifiuti ha precisato il sindaco Lanzara chiederò l’intervento del ministero dell’Ambiente. Sono anche pronta ad incatenarmi davanti alla discarica pur di farmi ascoltare».

(Immagine di repertorio)

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