Cava de’ Tirreni, clan Zullo: a rischio arresto l’ex vicesindaco Polichetti?

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La Cassazione annulla il Riesame nel processo che vede imputato il capoclan Dante Zullo. L'ex vicesindaco di Cava de' Tirreni, Polichetti rischia l'arresto

CAVA DE’ TIRRENI. Nuovi sviluppi nel processo che vede imputato Dante Zullo, a capo dell’omonimo clan di Cava de’ Tirreni. La Cassazione annulla il Riesame e ora l’ex vicesindaco Polichetti rischia l’arresto.

L’ex vicesindaco Polichetti trema dopo la sentenza della Cassazione, da rivedere la posizione di Dante Zullo, leader del clan di Cava de’ Tirreni

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza delTribunale del Riesame di Salerno sulla vicenda che trae in causa anche l’ex vicesindaco metelliano Enrico Polichetti, accusato dal pentito Gianni Sorrentino di aver beneficiato dei voti del clan capeggiato da Dante Zullo.

Per il Riesame salernitano Dante Zullo non era da considerarsi un camorrista ma solo un soggetto dedito alla delinquenza. In base a questa sentenza venne meno il reato previsto all’articolo 416 ter del codice penale, lo scambio elettorale politico-mafioso.

Contro questa sentenza il Pm Senatore fece Appello. Ora la situazione si è ribaltata. Ora la corte di Cassazione rimette tutto in discussione, una doccia gelata per gli indagati di questa vicenda giudiziaria e in particolare per il politico metelliano.

Toccherà di nuovo al Riesame rivalutare la posizione di Dante Zullo. Se i giudici rivedranno la sua connotazione criminale, ritenendolo camorrista, la posizione di Polichetti e degli altri indagati si aggraverebbe, fino a rischiare il carcere come sostiene nel suo Appello la Procura.

Resta verificare dalle motivazioni entro quale perimetro, stabilito dalla Cassazione, si dovranno muovere i giudici del Riesame. Una sentenza che ha sicuramente degli effetti immediati sul secondo ricorso che si dovrebbe discutere in Cassazione il giorno 17 e che riguarda lo stesso Zullo, Polichetti e Santoriello.

Condizionale d’obbligo perché alla luce del provvedimento è possibile che lo stesso Pm Senatore chieda un rinvio per valutare le motivazioni della sentenza e quindi presentare ulteriore documentazione in discussione.

Una vicenda che pareva essersi in qualche modo sgonfiata rispetto al blitz e che invece riprende clamorosamente quota dopo l’Appello della Procura e il provvedimento della Cassazione.

FONTE: Le Cronache

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