Cava de’ Tirreni, estorsione dal carcere: a processo il boss Mario Bisogno

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Estorsione dal carcere: il boss Mario Bisogno di Cava de' Tirreni finisce a processo per aver minacciato due avvocati. Ecco la lettera

Estorsione dal carcere: il boss Mario Bisogno di Cava de’ Tirreni finisce a processo per aver minacciato due avvocati. Ecco la lettera.

Il boss Mario Bisogno a processo: estorsione dal carcere ai danni degli avvocati

Estorsione dal carcere: il boss Mario Bisogno finisce a processo. Il tutto ha avuto inizio da una lettera il cui scopo era ordinare un trasferimento di denaro per pagare i propri avvocati, ma in caso di rifiuto li avrebbe accusati e li avrebbe fatti condannare all’ergastolo.

Il boss 72nne di Cava de’ Tirreni finisce a processo con l’accusa di estorsione in concorso. Insieme a lui, infatti, è imputata anche un’altra persona, C.C.

La lettera finita al vaglio dell’Antimafia risalirebbe al 2005 e sarebbe stata consegnata a C.C. e poi ad altre due persone. I soldi chiesti da Bisogno sarebbero dovuti finire sul libretto di risparmi della moglie del boss. In caso di rifiuto però, Bisogno li avrebbe incolpati di gravi reati, a tal punto da portarli addirittura a farli condannare all’ergastolo.

La somma però non fu mai consegnata perché gli avvocati sporsero denuncia ai carabinieri. Ecco quanto riportato dalla lettera di Bisogno e finita sotto indagine:«Io alla Dia – si legge nella missiva – non ho fatto nomi ma ho un mese per riflettere poi si salvi chi può. Questi quattro sporchi euro che ho da pagare fateli valere più della vostra libertà».

La lettera, una volta mostrato il contenuto ai due, doveva essere distrutta: «Dopo aver letto da solo a solo con i due maggiori interessati brucia questa. Tu non hai mai voluto capire che io non ero i tuoi guai ma le persone che ti ho scritto in questa lettera sono stati a darti fastidio».

La missiva di Bisogno sarà utilizzata dinanzi al collegio del Tribunale di Nocera Inferiore. In quella sede, i due imputati dovranno difendersi dalle accuse loro mosse, in concorso, al termine dell’inchiesta. L’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso non riuscì, ma la lettera sarebbe stata consegnata da C.C., per volere di Bisogno, ai due interessati.

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