Cava de’ Tirreni, Flash mob contro la violenza sulle donne

C’è chi il termine femminicidio lo promuove, c’è chi lo snobba e lo bandisce, chi organizza e partecipa a manifestazioni e chi le diserta perché ideologicamente di poca sostanza rispetto ad un problema che è e rimane ancora troppo spesso confinato all’interno di quattro mura. Fatto sta che a Cava de’ Tirreni la giornata contro […]

C’è chi il termine femminicidio lo promuove, c’è chi lo snobba e lo bandisce, chi organizza e partecipa a manifestazioni e chi le diserta perché ideologicamente di poca sostanza rispetto ad un problema che è e rimane ancora troppo spesso confinato all’interno di quattro mura. Fatto sta che a Cava de’ Tirreni la giornata contro la violenza sulle donne, a pochi anni dalla sua istituzione, raccoglie un numero sempre maggiore di partecipanti e diventa momento di aggregazione, commemorazione, denuncia ed informazione allo stesso tempo.

Venerdì 25 novembre si ripeterà, dunque, la Giornata contro la violenza sulle donne organizzata dall’Associazione Frida, affiancata dall’Ente Comune di Cava de’ Tirreni e dall’associazione La Rosa di Gerico. Il programma della giornata è ricco di iniziative, dalle drammatizzazioni dell’associazione teatrale Luca Barba alla partecipazione straordinaria del centro di riabilitazione “Villa Alba”, dall’animazione dello studio di danza di Alessandra Palumbo, alla voce di Rosmy ed alle note del compositore Marco Volino. Tutti ingredienti che daranno vita al flash mob previsto per le ore 19:00 in Piazza Duomo che per l’occasione si tingerà di rosso con i calzari femminili a ricordo delle vittime di ogni violenza.

Ad oggi in Italia sono oltre 60 le donne “oggetto” di femminicidio ed ammontano a 9.000 i casi di violenze denunciate. Ma il fenomeno è ancora in gran parte sommerso, nascosto dietro veli di vergogna ed inadeguatezza, celato troppo spesso dalla parola amore che in realtà ha il volto del possesso, della prevaricazione,  degli abusi di una vita o della  follia di un attimo.

L’iniziativa della Giornata contro la violenza, in cui il termine “donna” potrebbe rimanere una semplice specificazione di genere, ha dunque l’intento di svegliare le coscienze sia di vittime che di carnefici, di ricordare chi non c’è più e di mostrare un diverso modo di essere “persone”, perché quando la violenza è esplicita, agita, è più facile da individuare e contrastare, ma per quella subdola, infima, fatta di mortificazioni e vessazioni quotidiane che chi subisce è certo di meritare, nell’intento di trovare la forza di sopportare, è necessario un coro di sostegno e condivisione che può essere scorto o ascoltato anche dietro i vetri di un balcone.

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