Cronaca

Cava de' Tirreni, fuochi di S.Antonio: vince fra' Gigino

CAVA DE’ TIRRENI. Il Tar dà ragione a fra’ Gigino, ma con una riserva: attenderà che il Comune fornisca motivazioni più dettagliate in merito alla rinuncia dello spettacolo pirotecnico su monte Castello, l’occupazione del parcheggio e l’istallazione di luminarie in vista della festa di S.Antonio.

Questo il verdetto del Tar arrivato ieri pomeriggio sullo scontro tra Luigi Petrone ed il sindaco Vincenzo Servalli che aveva diviso un’intera città. Il Tar ha preso in considerazione l’esistenza di presupposti sufficienti per la pronuncia di alcuni provvedimenti e, di seguito, ha invitato il Comune a rivedere alcune posizioni.

La decisione definitiva è rinviata al 15 giugno. Ma sembra proprio che la ragione sia dalla sua parte. Subito dopo il verdetto, il frate ha annunciato sul suo profilo facebook la vittoria, «Sant’Antonio ha stravinto» ha scritto Petrone. Anche il suo legale Alfonso Senatore, è stato molto diretto: «Abbiamo subito diffidato il sindaco e tutti i responsabili ad adottare i provvedimenti autorizzativi pena risarcimenti danni ingenti personali. Se il sindaco si dovesse rifiutare si sottoporrà al prossimo esame del Tar con rischi di condanna anche penale».

Dall’altro canto, l’amministrazione ha preso atto di quanto accaduto e ha manifestato l’intenzione di produrre tutta la documentazione necessaria per affrontare il ricorso. Dunque, sembra che l’Ente non voglia tornare sui suoi passi. Anzi, il sindaco Servalli si è mostrato sereno: «Rispettiamo la sentenza del Tar e ottempereremo alle indicazioni contenute nel provvedimento. Nell’udienza cautelare del 15 giugno motiveremo le nostre ragioni. Le ragioni dell’Ente possono essere riconosciute. Indubbiamente ci sono gli elementi di soddisfazione della controparte, ma ho chiesto all’avvocatura di spiegare meglio le ragioni per cui i permessi sono stati concessi negli anni scorsi e oggi no. Non c’è nessuna guerra e sono convinto che questo rinvio dell’udienza cautelare verrà a concludersi positivamente».

Fonte: La Città

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