Cronaca

Cava de' Tirreni, la festa di Sant'Antonio in Consiglio Comunale

CAVA DE’ TIRRENI. È prevista per giovedì 21 aprile 2016 alle ore 16.00 la convocazione del parlamentino cittadino metelliano dove si discuterà del diniego dell’amministrazione da parte dei festeggiamenti in onore di Sant’Antonio da Padova, voluti fortemente dal Rettore del Santuario Padre Luigi Petrone. Come ci spiega il comitato Pro festa di Sant’Antonio in un comunicato stampa di mercoledì 13 aprile, nel quale chiedono al Sindaco Vincenzo Servalli, di rivedere la sua decisione e permettere anche quest’anno che si svolga la festa di Sant’Antonio.

La mancata realizzazione dei festeggiamenti ha diviso la città e le istituzioni, in quanto hanno già espresso solidarietà al Convento Francescano: l’Onorevole Giovanni Baldi; il Commissario della locale Azienda di Soggiorno e Turismo Arch. Carmine Salsano; l’avv. Alfonso Senatore, che si è speso nel tentativo di trovare una soluzione con l’amministrazione comunale cavese; il collegio difensivo nella persona del Prof. Avv. Andrea Di Lieto, Prof. Avv. Lorenzo Ioele, Avv. Roberto Apicella, Avv. Marcello De Simone, Avv. Paola Marinucci, Avv. Maria Rosaria Crispo; i consiglieri comunali di opposizione Antonio Barbuti, Massimiliano Di Matteo, Marco Galdi, Vincenzo Lamberti, Vincenzo Passa e Pasquale Senatore; l’Avv. Marco Senatore presidente dell’Ass. Civitas 2.0; Ivana Carpentieri presidente dell’Ass. “Città Unità”, Fortunato Palumbo e Tania Lazzerotti.

Quindi è tutto rinviato a giovedì pomeriggio nell’aula consiliare per capire le tematiche che hanno spinto l’amministrazione Servalli alla mancata realizzazione dei festeggiamenti anche se l’amministrazione ha già dato risposta durante le scorse settimane. Come sempre questa festa divide la città tra chiesa, politica e cittadinanza impedendo ogni primo cittadino di svolgere il proprio lavoro dove trascina con se una perdita di voti, schierando i cittadini alla parte del frate; lo stesso si replicò con l’amministrazione Gravagnuolo nel lontano 2009 che gli impedì la realizzazione dei fuochi su monte Castello in occasione della riapertura del Santuario.

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