Cava de’ Tirreni, sbandieratori “cacciati” dal Palazzetto dello sport dopo 18 anni

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Cava de' Tirreni, dopo 18 anni gli sbandieratori sono stati cacciati dal Palazzetto dello sport, destinato a trasformarsi in Palaeventi

Cava de’ Tirreni, dopo 18 anni gli sbandieratori sono stati cacciati dal Palazzetto dello sport, destinato a trasformarsi in Palaeventi. Il sodalizio fondato da Luca Barba nel 1969 e che ha come scopo la valorizzazione e la diffusione della storia e delle tradizioni cavesi attraverso l’antico gioco della bandiera, ora si ritrova senza un luogo in cui svolgere gli allenamenti.

Sbandieratori “cacciati” dal Palazzetto dello sport di Cava

L’associazione usufruiva del Palasport dal 2002 quando, dopo l’inagibilità della palestra dell’ex Agenzia Tabacchi, chiese all’amministrazione allora guidata dal sindaco Alfredo Messina, insieme agli sbandieratori Cavensi, di poter utilizzare la struttura per gli allenamenti.

Tuttavia, sebbene idonea, la struttura, come riportato nella nota del 24 febbraio 2003 inviata all’Ente dai presidenti dei due sodalizi, richiedeva una serie di interventi.

«Il rammarico più grande è che tutte le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi quarant’anni non sono state in grado di completare il Palazzetto dello Sport – ha dichiarato Felice Abate – La delusione più grande per noi sbandieratori è stata proprio l’amministrazione Servalli il quale aveva inaugurato la campagna elettorale proprio all’interno del Palasport».

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