Cronaca

Cava, Monte Sant'Angelo: l'inferno di fuoco

CAVA DE’ TIRRENI. Un caldo afoso e asfissiante, per altro siamo nel bel mezzo della seconda settimana di agosto, quelle settimane più calde, quelle soleggiate, quelle d’estate. Sono quattro i giorni che quel gigante monte che troneggia la piccola Svizzera, denominato appunto Monte Sant’Angelo brucia interrottamente; tre giorni di fuoco, di fumo grigio, di alberi distrutti di chiome incendiati e di animali uccisi.

Il tutto ha avuto inizio martedì mattina, quando i 3 focolai appiccati ogni uno a distanza di pochi metri contati, sono stati capaci di trasformare le pendici del monte in una fumarola simile a quella vulcanica, anche se, nello stesso giorno l’intervento è stato tempestivo si! Ma non del tutto. Infatti due elicotteri: quello dei vigili del fuoco, e l’altro del Servizio antincendi boschivo della Regione Campania hanno provato con 60 lanci a rimediare quanto prima l’incendio, ma qualcosa non è andato per il verso giusto; intanto il fuoco scendeva a valle, molto simile ad un vulcano che emette fumo, cenere e fuoco.

Per il secondo giorno nulla è cambiato, stessa monotonia, altri getti d’acqua cosparsi dagli elicotteri in 3 – 4 ore ma nulla, il fuoco era già sceso a valle. Intanto i residenti della zona Contrapone non si placavano per la tanta paura delle fiamme che in questi giorni stava attanagliando l’intero monte Sant’Angelo. Paura… paura, tanta paura. Nel camminamento della montagna per ogni albero appiccato si elevava una fiamma di due metri o forse qualcosina in più. Passano i giorni, la seconda notte per i tanti, l’incendio doveva essere domato quanto prima, ma nulla ha sensibilizzato i diversi Corpi dello Stato che si occupano di spegnere gli incendi di origine dolosa. Solamente mercoledì pomeriggio, con l’aumento della criticità alla luce della emergenza derivante dal propagarsi della combustione, è stato convocato il Centro Operativo Comunale, per fare il punto sulla situazione, sollecitando l’invio di mezzi aerei di maggiore portata come: Canadair ed Erickson S-64.

Ma nello stesso giorni i mezzi aerei sono stati impegnati sul fronte di altri incendi a carattere nazionale. Solamente ieri mattina il Canadair ha sorvolato i cieli della città per ben due ore, nelle più probabili possibilità di far alleviare l’incendio.

“Passa un’altra giornata, un forte caldo, il tumulto degli elicotteri hanno infastidito la valle, il fumo acre, soffocante attanaglia le varie frazioni: da Passiano a San Martino, da San Giuseppe al pozzo a Sant’Anna. Solo tanto fumo, cenere ed aria irrespirabile, praticamente lunghe notti di fuoco”.

La brutta notizia arriva solamente ieri nel tardo pomeriggio che, circa 50 famiglie residenti in località Cantrapone e San Martino dovettero abbandonare rapidamente le proprie abitazioni, predisponendo così l’accoglienza – attraverso l’intervento dei volontari – presso il plesso della scuola elementare in località Santa Maria del Rovo e in un’area adiacente di eventuali animali domestici.

Nel corso delle interviste fatte ai residenti delle zone, si annoverava sui volti dei residenti solamente disperazione e rabbia, infatti dopo tutto questo anche per il quarto giorno il monte brucia ancora portando con se disperazione e nervosismo provocato da questo inferno di fuoco (film televisivo del 2002, del genere catastrofico, diretto da Steven Quale).

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