Cava de’ Tirreni: maxi blitz, indagato anche mister Eziolino Capuano

Sono 38 gli indagati a piede libero nel blitz scattato ieri mattina a Cava de' Tirreni: tra loro anche l'allenatore di calcio Ezio Capuano.

CAVA DE’ TIRRENI. Sono 38 gli indagati a piede libero nel blitz scattato ieri mattina a Cava de’ Tirreni: tra loro anche l’allenatore di calcio Ezio Capuano.

Maxi blitz, indagato anche mister Eziolino Capuano

Il 53enne allenatore è indagato per false dichiarazioni al pm: il suo nome è saltato fuori in uno degli episodi di usura contestati al gruppo Zullo. L’allenatore professionista risultava vittima di usura ma, sentito dal magistrato, avrebbe nascosto di essere vittima dei criminali, negando qualsiasi rapporto e fornendo spiegazioni diverse rispetto a quanto – a detta degli inquirenti- realmente accaduto. Avrebbe negato di aver effettuato pagamenti anche settimanali a titolo d’interesse, per un prestito di 5mila euro. Nonostante tra le carte d’indagine, ci fosse un’intercettazione con la figlia di Zullo.

L’atteggiamento di Capuano

Un atteggiamento che è stato ritenuto dalla Procura salernitana di intralcio alle indagini, tanto che l’allenatore, difeso dall’avvocato Michele Sarno, è stato indagato per false dichiarazioni al pm subendo, nella mattinata di ieri, anche una perquisizione domiciliare. Sono stati portati via cellulare e pc insieme ad altro materiale cartaceo. Si cercherà di capire se via siano stati altri contatti.

Ma le perquisizioni hanno riguardato anche gli altri indagati, vittime di estorsioni o di usura, i quali hanno preferito tacere anche davanti all’evidenza dei fatti. Molti di essi sono stati indagati per favoreggiamento personale poichè si sono sottratti alla richiesta di collaborazione «favorendo in questo modo – ha detto il sostituto procuratore Vincenzo Senatore – il criminale di turno. Colui che, in questi casi, diventa l’aguzzino della vittima».

La paura

Ancora forte, dunque, l’omertà quando si tratta di alcuni reati, come estorsione e usura, per timore di ritorsioni personali o contro familiari. Ma denunciare, come più volte ha ribadito anche il procuratore capo Corrado Lembo in altre occasioni, «è l’unico modo per far arrestare tali criminali essendo l’usura un reato molto difficile da provare in altro modo».

E indagati, sempre per aver dichiarato il falso, sono Vincenzo Bisogno debitore di 100mila euro; Vincenzo Coppola, che in più occasioni avrebbe ricevuto prestiti a tasso usuraio.

Le perquisizioni

Ritornando alle perquisizioni effettuate ieri mattina sono state trovate anche due pistole in acciaio con tappo rosso estraibile, perfettamente identiche ad un’arma reale, e che con ogni probabilità venivano utilizzate per le estorsioni e per incutere timore nelle vittime. Trovati anche alcuni grammi di droga, un Rolex di 40mila euro oltre ad una serie di documenti cartacei utili al prosieguo delle indagini.

Grande il dispiegamento di forze ieri sia per notificare le misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Salerno, Alfonso Scermino, sia per effettuare le perquisizioni tra Cava de’ Tirreni, Nocera Inferiore e Superiore, Roccapiemonte.

Gli inquirenti

Impegnati nella delicata indagine: gli agenti della Squadra Mobile di Salerno e del commissariato di Cava, i carabinieri di Nocera Inferiore e della tenenza di Cava, il personale della sezione operativa Dia di Salerno. Le indagini, iniziate nel 2015, hanno portato finora a tre blitz: i primi arresti della Mobile, a maggio 2017; la seconda tranche di arresti, effettuata dai carabinieri a giugno scorso. Il terzo blitz, ieri, con la contestazione del 416 bis (l’associazione camorristica) e l’individuazione di altri esponenti molto attivi nelle attività illecite del gruppo criminale.

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