Occhio in cucina

I cavati fritti valligiani dolce tipico di Padula e Sala Consilina, la ricetta

I cavati fritti valligiani sono un dolce molto gustoso diffuso nel Vallo di Diano, ha molti “cugini” che assumono diversi nomi nella cucina italiana. Sono simili al “Sanacchiudere” dolce tipico di Taranto che viene preparato a Natale, che è arricchito con il miele; si possono anche accostare agli “Struffoli napoletani” anche se la preparazione dei cavati fritti ha una procedura differente.

I cavati fritti valligiani venivano preparati in occasione dei pellegrinaggi e di feste religiose celebrate in montagna. Si tratta di una pasta dolce lievitata fritta e cosparsa di zucchero.

La ricetta dei cavati fritti valligiani

Ingredienti:

1 kg di farina 00

6 uova

1 cucchiaio di strutto

1 cucchiaino di sale fino

1 cubetto e mezzo di lievito di birra sciolto in poca acqua.

Preparare i cavati miscelando le farine, aggiungere il lievito sciolto in poca acqua e alla fine il sale. Amalgamare il tutto e formare dei cordoncini che verranno tagliati in cilindri di circa 5 mm e lasciarli lievitare sulla tavola.

Quando l’olio bolle prendete un cestino di vimini e tra le maglie di quel cestino mettere sopra un cavato alla volta e con tutte i polpastrelli delle 4 dita cavate lo gnocco, avanti e poi fate un mezzo giro indietro (chi è sprovvisto dell’apposito attrezzo può usare la forchetta da cucina). A fine giro apritelo bene e lo buttate in olio caldo. Fatelo dorare, scolatelo e passate nello zucchero.

Ottimi da accompagnare con formaggi.

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