CavaVino dal 9 all’11 dicembre in Corso Umberto I

Nel corso della precedente edizione i partecipanti alla manifestazione hanno sfiorato le 700 unità

CAVA DE’TIRRENI. Si terrà a Cava dal 9 all’11 dicembre la rassegna CavaVino. Per l’occasione abbiamo intervistato l’organizzatore della manifestazione Luigi Di Marino che, supportato da tutto il gruppo di Cava Sviluppo, è riuscito a riproporre per il secondo anno un evento con una filosofia del tutto particolare.

Il termine non è usato a caso, infatti è lo stesso Di Marino a raccontarci che il vino è “cultura, passione, poesia e filosofia”. Quella che si terrà nella tre-giorni, dunque, non è una semplice degustazione di oltre 200 vini delle 20 cantine campane, in particolare salernitane, magari meno conosciute ma in fortissima crescita, ma un vero e proprio incontro con il vino “da rispettare.. e non da giudicare”. La veste di promozione sociale e territoriale sarà inoltre rafforzata dall’utilizzo dei fondi raccolti per le degustazioni durante le serate che saranno devoluti in beneficenza per un importante progetto in favore dei non vedenti.

Nel corso della precedente edizione i partecipanti alla manifestazione hanno sfiorato le 700 unità. Il momento della degustazione, ci spiega ancora Di Marino, è un percorso, un accompagnamento lungo un viaggio che deve tener presente e rispettare il tragitto che dal vitigno arriva fin nei calici. “Dietro ogni bottiglia c’è un personaggio, c’è un contadino che ama quello che fa”, ed ecco che la degustazione diventa un racconto di particolarità salernitane, da quelle territoriali a quelle storiche.

E’ su questa scia che momento clou della manifestazione sarà la presentazione dei risultati di studi intrapresi da diversi anni sull’ “Aglianicone” la cui interessantissima storia, con il recupero del vitigno originale fino ai giorni nostri, non potrà che affascinare i partecipanti all’incontro del 10 dicembre alle 17:30 presso la Mediateca Marte.

Dunque, come ancora una volta suggerito dagli organizzatori ma ben sintetizzato nelle parole di Rabelais “siate voi stessi interpreti della vostra scoperta”. Prosit!

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